Golden Sun ~ Genere umano e alchimia

Golden Sun

Piattaforma: Game Boy Advance
Software House: Camelot Software Planning
Publisher: Nintendo
Lingua: Italiano/Inglese (testi)
Release: 22 Febbraio 2002

Vi ricordate quando compravamo i videogiochi a scatola chiusa? Quando andavamo al negozio e provavamo a scegliere ad intuito, cercando di valutare il titolo leggendo le poche informazioni riportate sulla confezione. Certe volte si rimaneva profondamente delusi, ma in alcuni casi fortunati acquistavamo anche titoli meritevoli, che non avremmo mai scoperto senza fare quella spesa azzardata.  Golden Sun si è rivelato proprio uno di questi casi fortunati.

Il gioco è ambientato nel mondo di Weyard, regolato sin dall’antichità dai quattro elementi dell’alchimia, ognuno associato ad un pianeta diverso: Acqua (Mercurio), Terra (Venere), Aria (Giove) e Fuoco (Marte). La presenza dell’Alchimia ha consentito lo sviluppo di grandi civiltà, ed è in queste civiltà che iniziano a nascere nel mondo gli Adepti, individui in grado di usare la Psinergia, la forza che controlla il flusso dell’Alchimia.
Uno di questi è il protagonista del gioco, Isaac, un adepto di Venere. Durante una notte di tempesta nel villaggio di Vale, il ragazzo viene bruscamente svegliato dalla madre Dora, che lo avverte del crollo imminente del macigno del Monte Aleph, ai piedi del quale è situata la piccola cittadina. Isaac si unisce ai suoi due amici Garet e Jenna per soccorrere gli abitanti, tra cui il fratello di quest’ultima, Felix, caduto nel fiume. Isaac e gli amici cercano di aiutarlo, ma il gigantesco masso si stacca infine dalla vetta, travolgendo così il padre del protagonista e i familiari di Jenna, Felix compreso. Isaac e Gareth vanno quindi in cerca di aiuto, ma vengono attaccati da due misteriosi individui, che li lasceranno privi di sensi.
Tre anni dopo l’incidente, Isaac, Gareth, Jenna e Kraden, un anziano studioso e amico dei tre ragazzi, decidono di recarsi al tempio del Monte Aleph per investigare sull’incidente accaduto quella fatidica notte. Le loro indagini portano ad eventi del tutto inaspettati, che segnano l’inizio della loro avventura nel mondo di Weyard.
Una trama che si mostra da subito interessante e con un ritmo incalzante: questo è senz’altro uno dei pregi della narrazione di Golden Sun. Non ci sono momenti morti durante l’avventura di Isaac e compagni. Già dall’inizio si capisce l’importanza dell’incarico che i protagonisti devono portare a termine, e questo non fa altro che instillare nel giocatore curiosità e aspettative.

Per quanto riguarda la storia però, c’è una cosa importante da tenere a mente: il gioco fa parte di una trilogia. Nonostante il terzo capitolo sia meno collegato, poiché ambientato vent’anni dopo, la trama avviata in Golden Sun troverà conclusione soltanto nel seguito, L’era Perduta, disponibile sulla Virtual Console di WiiU. I due giochi possono essere dunque paragonati ad un film con primo e secondo tempo, dove la fine della prima parte lascia con un cliffhanger elettrizzante, mentre la seconda fornisce tutte le risposte per poi giungere al climax finale.
Piccola curiosità. I due capitoli sono così collegati perché, inizialmente, Camelot aveva in mente di creare un unico gioco con il titolo Golden Sun da rilasciare su Nintendo 64. Considerata però la prevista data di lancio, il progetto venne spostato su GameBoy Advance, e date le limitazioni di una console portatile, il gioco fu diviso in due capitoli.

“It’s times like these when we have to stand together”

Da sinistra a destra, Ivan, Isaac, Garet e Mia

Come ogni RPG che si rispetti, anche in Golden Sun abbiamo un ricco cast di personaggi principali e NPC. Quelli che indubbiamente brillano di più sono i protagonisti del gioco, impegnati nel loro viaggio ai confini del mondo.
All’inizio ricoprono ruoli molto familiari, se così possiamo definirli, che si vedono spesso negli RPG, come l’amico d’infanzia non troppo intelligente ma dal cuore d’oro e la ragazza sempre gentile e paziente con tutti. Quello su cui il titolo punta è il percorso di sviluppo che i ragazzi affrontano. Vengono quasi strappati dalla semplicità e monotonia delle loro vite e chiamati ad affrontare qualcosa di decisamente più grande e, all’inizio, troppo complicato. Nessuno di loro è in grado di risolvere la situazione nel loro stato attuale, ed è proprio giocando e seguendo le loro gesta che viene resa evidente la  loro crescita. I ragazzi cambiano, maturano e imparano ad osservare le cose da più punti di vista, allargando così i propri orizzonti. Il loro cammino è influenzato anche dalle motivazioni di ognuno, tutte diverse e collegate ad una storia personale, che non solo dona più spessore al personaggio, ma rende anche il loro percorso più credibile, più reale. Alla fine penso proprio che il cast di Golden Sun sia uno dei miei preferiti perché i ragazzi sono tutti verosimili. Nel corso del loro lungo viaggio, non mancano di certo scenette dove possiamo assistere a scambi di battute e dialoghi naturali, come quelli che farebbero veramente un gruppo di amici in viaggio insieme.
I personaggi del gioco non brillano di certo per originalità, ma la cura con cui sono stati realizzati e sviluppati li rende semplicemente memorabili, e alla fine è impossibile non affezionarsi a loro.
Questa cura si nota anche nei vari NPC presenti nel gioco, caratterizzati da piccole storie secondarie che si evolvono man mano che si prosegue nell’avventura. I dialoghi con i personaggi secondari cambiano ogni volta che si supera un punto importante della trama, e questo rende il mondo di gioco più concreto, favorendone l’immedesimazione.
Un’altra cosa che mi ha permesso di affezionarmi così tanto ai personaggi del gioco durante il loro viaggio è senz’altro la grafica. Dal punto di vista tecnico, il titolo si mostra tra i migliori arrivati su GBA. Lo stile del gioco è molto semplice, con sprite dei personaggi in stile chibi, ma è coloratissimo e, cosa molto importante, curatissimo fin nei minimi dettagli. Il modello di ognuno dei protagonisti è realizzato con una palette di colori propria e con dettagli unici, e questo li rende comunque ben distinguibili e accattivanti nella loro semplicità. La cura dei dettagli e il forte contrasto dei colori viene utilizzato anche nella realizzazione delle aree di gioco, dove si parte da verdi pianure, per poi passare per valli innevate e finire in sconfinati deserti.

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Garet fidati che è meglio se non la fai arrabbiare

“Yes. I…I do possess strange powers.”

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La schermata di lotta

Passiamo ora al gameplay del gioco, cominciando proprio dal combat system.
Sotto questo punto di vista, Golden Sun è un classico JRPG vecchia scuola, con incontri casuali e combattimento a turni un po’ particolari, in quanto bisogna prima impartire ordini a tutti i personaggi del party. Gli ordini variano da attacco, Psinergia — la magia del gioco— strumenti e difesa. Una volta assegnata un’azione a tutti i personaggi, il turno avrà inizio e vedremo i singoli membri del party agire uno dopo l’altro.
Se leggendo la spiegazione il combat system vi sembra lento e macchinoso, non preoccupatevi. Già dopo i primi combattimenti si riesce subito a comprendere e padroneggiare il tutto, e ci si accorge che il sistema di combattimento è intuitivo e veloce, grazie ad un  menu di lotta facile da navigare  e  animazioni fluide e dinamiche.
Come accennato prima, Golden Sun è un titolo che si basa molto sull’alchimia e sui quattro elementi che governano il mondo di gioco, e il battle system non fa eccezione. I personaggi del nostro party utilizzano infatti la Psinergia, ovvero il potere di un individuo che è in grado di controllare il flusso dei quattro elementi. Le psinergie si dividono tra quelle di attacco e quelle di supporto, che permettono di curare uno stato alterato o di aumentare parametri come attacco e difesa. Ovviamente, i nemici presenti nel gioco presentano debolezze e resistenze ai vari elementi, ed è scegliendo accuratamente con quale psinergia controbattere che si riesce ad avere la meglio nei combattimenti.
Il combat system è quindi facile da imparare e molto dinamico, ma riesce anche ad essere profondo e ricco di  elementi da tenere sempre in considerazione se si vuole uscire vittoriosi anche dagli scontri più impegnativi.
Per quanto riguarda gli incontri casuali, questi possono essere ridotti tramite l’utilizzo di oggetti o psienergie appositi, il cui notevole effetto facilita di molto l’esplorazione delle varie aree.

Screenshot (7)
Flambé!

C’è ancora un’altra componente che rende il gameplay di Golden Sun ancor più profondo ed interessante:  i Djinn.
I Djinn sono delle creature elementali, appartenenti ai quattro elementi principali del gioco, che si ottengono risolvendo indovinelli, scovandoli nei dungeon o anche incontrandoli casualmente mentre si esplora la mappa del mondo. Questi esseri, una volta catturati, possono essere equipaggiati dagli adepti, i quali ottengono nuove abilità e incrementi di statistiche.
È una meccanica articolata, che addirittura all’inizio può risultare complicata e confusa, ma giocando e sperimentando a fondo il potere degli elementali si scopre che è forse questa la feature più riuscita e divertente di tutto il gioco.

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Da sinistra a destra, i Djinn di Venere, Mercurio, Marte e Giove.

Per quanto riguarda l’esplorazione, Golden Sun si mostra come un classico RPG, con una vasta mappa del mondo, numerose città e svariati dungeon. Anche qui però l’alchimia e i quattro elementi fanno da cardine, in quanto per poter proseguire o risolvere puzzle dovremo far ricorso alle varie psinergie utilizzabili dai personaggi. Per fare alcuni esempi, si possono spostare oggetti, congelare pozze d’acqua e anche leggere nella mente delle persone in modo da ottenere informazioni che altrimenti non verrebbero fornite.
L’unica pecca riguardo questo aspetto del gioco, che dipende molto probabilmente dal periodo in cui è uscito, è che a tratti può risultare disorientante. Le indicazioni su come raggiungere la prossima città non sono mai chiarissime, e purtroppo nemmeno la mappa del mondo riesce ad essere di aiuto, elecando solo i luoghi già visitati e non fornendo alcuna indicazione su come raggiungere il prossimo obiettivo.

UtilityMove
Olè, qui non dai più fastidio.
UtilityMindRead
E hai ragione, ce l’ho proprio con te.

“We still have to light the beacon”

Per quanto riguarda la colonna sonora, Golden Sun svolge un ottimo lavoro anche sotto questo punto di vista. Tra tutti i brani risaltano, soprattutto il tema dei  combattimenti, conosciuto come il Tema di Isaac e il Tema del Faro di Venere, entrambi remixati in più occasione in chiave rock moderno. Per il resto, la colonna sonora riesce benissimo nell’intento di coinvolgere il giocatore. Ogni singolo brano si adatta perfettamente alla situazione che si sta vivendo, rendendo così più allegri i momenti scanzonati, ma anche più malinconici e profondi i momenti cruciali della trama.

Conclusione

Ho adorato il primo Golden Sun dall’inizio alla fine. La trama ingrana da subito, e nonostante la maggior parte delle domande poste nel primo capitolo trovi risposta solo in L’Era Perduta, il titolo riesce comunque a regalare momenti sorprendenti. Il cast di personaggi affronta un percorso di crescita semplicemente fantastico, e a livello di gameplay si mostra come un RPG con meccaniche che potremmo definire classiche, ma allo stesso tempo aggiunge il giusto tocco di modernità per quanto riguarda il combat system.
Se siete in cerca di un titolo un po’ vecchia scuola, non troppo longevo ma che sappia comunque mostrarsi interessante e divertente, Golden Sun fa al caso vostro.

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Founder & Admin
Ragazzo di 27 anni, di cui 22 passati sui videogiochi. Ho iniziato la mia carriera videoludica con Nintendo e Super Mario, ma crescendo mi sono spostato su altre piattaforme, dove ho scoperto serie come Persona, Metal Gear e Trails, che sono tutt’ora le mie serie preferite. Il mio primissimo RPG è stato Secret of Mana!

2 Commenti

  1. massimo cozza

    Incredibile ed esaustiva retro(?) recensione,precisa,completa e notevole dal punto di vista sia lessicale che della passione infusa. Complimenti!!!! Ovviamente io anche ho adorato golden sun.

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