Pick a Quest

Tokyo Xanadu eX+ ~ Tra eclissi e banchi di scuola

Tokyo Xanadu eX+

Piattaforma: Playstation 4
Software House: Nihon falcom
Publisher: aksys games
Lingua: Inglese (testi), giapponese (audio)
Release: 8 dicembre 2017
Note: disponibile anche per Pc e per PSvita in versione vanilla

 

Se c’è un gioco che ho atteso per tanto tempo, si tratta sicuramente di Tokyo Xanadu. Per chi mi legge già da qualche tempo sui canali del Pick a Quest, il fatto che io aspettassi con ansia un gioco targato Nihon Falcom non suonerà certo come una sorpresa; eppure, a prescindere dal mio essere oggi un’accanita Falcom fan, Tokyo Xanadu era stato in grado di stregarmi sin da quando fu annunciato per la prima volta per PlayStation Vita, in Giappone, nel lontano 2015. Character design accattivante, ambientazione scolastica, atmosfere sovrannaturali: fu amore al primo screen. All’iniziale entusiasmo, pian piano, subentrò lo sconforto: i mesi passavano, ma non si proferiva verbo circa una possibile localizzazione occidentale del titolo. Nel 2016, la notizia di una versione migliorata per PlayStation 4 sembrò dare il colpo di grazie alle possibilità di un arrivo del titolo in Occidente, perlomeno su PSVita; e invece, a breve distanza arrivò totalmente a sorpresa l’annuncio di Aksys Games all’Anime Expo: Tokyo Xanadu sarebbe arrivato in Occidente, su PlayStation Vita e — in versione eX+ — su PlayStation 4 e PC.

Senza dubbio, si è trattato di uno dei miei titoli più attesi del 2017. E attendere si è fatto attendere ancora parecchio: per la versione eX+ si è dovuto aspettare fino a dicembre, non senza purtroppo diversi problemi di distribuzione a livello europeo. A quasi tre anni di distanza da quel colpo di fulmine, la mia personale odissea Tokyo Xanadu si è conclusa e ha avuto inizio la mia tanto sospirata avventura a Morimiya City. Un’avventura che mi ha regalato un centinaio di ore di puro divertimento in stile Falcom!

Living the anime

La trama di Tokyo Xanadu eX+ ci porta a Morimiya City, distretto fittizio di Tokyo. Kou Tokisaka è un normale liceale, che si divide tra gli impegni scolastici e i numerosi lavoretti part-time che lo tengono patologicamente impegnato durante il tempo libero. Proprio al termine di una serata di lavoro, il ragazzo nota la nuova compagna di classe, Asuka Hiiragi — capoclasse appena tornata in Giappone da un lungo periodo trascorso negli Stati Uniti — mentre viene importunata da alcuni teppisti. Il tentato intervento di Kou ha risvolti inaspettati: il ragazzo, infatti, scopre l’esistenza di un’altra dimensione, l’inquietante Eclipse, nella quale si annidano creature mostruose chiamate Greed. Compito di Asuka è proprio quello di monitorare e disporre di questa minaccia. La giovane, una professionista affiliata con l’organizzazione Nemesis, che fa del controllo dell’Eclipse la propria missione, tenta in ogni modo di tenere un normale ragazzo come Kou lontano da questi pericoli; tuttavia, quando i Greed minacciano i suoi affetti, lo stesso protagonista si scopre capace — proprio come la veterana Asuka — di brandire un Soul Device, ossia un’arma anti-Greed nata dal suo animo.

Asuka Tokyo Xanadu
Soul Device… Activate!

È questo, a grandi linee, l’incipit di Tokyo Xanadu eX+, che ci introduce rapidamente alla dualismo che caratterizza la sua narrazione: da un lato, la vita scolastica di Kou e dei suoi amici a Morimiya City; dall’altro, la dimensione sovrannaturale dell’Eclipse. La trama, divisa in capitoli, procede su binari strettamente episodici: ogni capitolo ruota attorno a un diverso incidente causato dall’Eclipse e si concentra su uno o più personaggi specifici. Nel presentarci il suo nutritissimo cast, Tokyo Xanadu eX+ si prende tutto il tempo che gli serve, tanto che un filo conduttore tra i vari episodi comincia ad emergere nella seconda metà di gioco e la trama orizzontale diventa protagonista — forse un po’ tardivamente — soltanto nei capitoli finali. Complessivamente, sia per l’ambientazione, sia per il ritmo episodico, si ha quasi la sensazione di giocare un anime: non a caso, ogni capitolo si apre con la splendida opening del gioco, come a voler segnalare l’inizio di un nuovo episodio.

Alla storia di Tokyo Xanadu eX+ non manca qualche colpo di scena, e neppure qualche momento in grado di strappare una lacrima di commozione; il punto forte, però, non risiede tanto nella trama — che risulta molto godibile, seppur non particolarmente inedita — quanto piuttosto nei personaggi. Complice anche un character design alquanto accattivante, i protagonisti di Tokyo Xanadu eX+ non lasciano indifferenti. Uno dei pregi maggiori del gioco è proprio quello — tipico dei prodotti targati Nihon Falcom — di presentare una rete di personaggi quanto mai intricata, in cui le vite di Kou e compagni si intrecciano con quelle dei tantissimi NPC che animano Morimiya City. In questo fitto reticolo di relazioni, i personaggi, pur muovendo da cliché non sconosciuti a chi mastica anime e JRPG, acquistano uno spessore ben più convincente. Sotto questo punto di vista, giova alla loro costruzione il ritmo sostenuto della narrazione, grazie al quale ogni personaggio trova il suo spazio e riceve il giusto approfondimento.

Solo love reaction per questi ragazzi ♥

Per quel che mi riguarda, il cast di Tokyo Xanadu eX+ è riuscito nell’impresa di guadagnarsi un posticino di tutto rispetto nel mio cuore: una volta giunta alla fine della mia lunga avventura a Morimiya City, ho passato minuti a guardare la key visual finale con la tipica malinconia che si ha nel salutare cast ai quali ci si è particolarmente affezionati. Non per niente, spero vivamente che si sia trattato di un arrivederci e non di un addio: con tutto il tempo speso ad introdurli, questi personaggi meritano assolutamente di vivere altre avventure, senza contare il fatto che, attorno all’Eclipse, permangono moltissimi misteri. Il finale dell’After Story, capitolo extra esclusivo della versione eX+, fa ben sperare per quel che riguarda un sequel, il quale pare essere anche nelle intenzioni del presidente di Falcom Toshihiro Kondo.

 

Morimiya City, paradiso dei fan Falcom

Come nella trama, anche nel gameplay Tokyo Xanadu eX+ alterna le fasi di vita quotidiana a Morimiya City all’esplorazione dei dungeon dell’Eclipse e, nel farlo, unisce il meglio delle due serie di punta di Falcom: per la parte di daily life, il gioco attinge a piene mani dal successo di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel e, in particolare, dal setting scolastico del suo primo capitolo; per il combat system, invece, strizza l’occhio alla serie Ys, soprattutto ai suoi più recenti episodi.

Punto di partenza di ogni capitolo è la scuola di Morimiya City, animata da studenti e professori che, di capitolo in capitolo, impareremo a conoscere molto bene. Da Trails of Cold Steel, infatti, Tokyo Xanadu eX+ importa, tra le altre cose, la meccanica del Notebook, qui ribattezzata “Friends”: si tratta di un database degli NPC completabile solo parlando ed interagendo con loro nel corso del gioco.

Un esempio assolutamente a caso della pagina Friend.

Piccola nota per i neofiti Falcom: i titoli della software house, e in particolare quelli della serie Trails, sono contraddistinti dall’incredibile caratterizzazione degli NPC, i cui dialoghi cambiano dopo ogni avanzamento nella storia, presentando a loro volta delle vere e proprie sotto-trame che procedono di pari passo con quella principale. Tokyo Xanadu eX+ non fa eccezione ed è per questo che passeremo buona parte del nostro tempo a dialogare con i tantissimi personaggi che riempiono le strade di Morimiya City: la pagina Friends, infatti, non comprende — come in Cold Steel — solo personalità della scuola, bensì NPC sparsi per tutta la città. E che città!

Morimiya City stupisce piacevolmente il giocatore, rivelandosi ben più ricca di quanto non appaia all’inizio. Se inizialmente possiamo spostarci solo tra un paio di aree, avanzando nel gioco se ne sbloccano progressivamente di nuove; il risultato è quindi quello di avere a nostra disposizione una mappa piuttosto ampia e variegata. Dalla scuola al centro commerciale, dalla sala giochi al parco skateboard, dal tempio tradizionale alla torre panoramica: è davvero un piacere esplorare Morimiya, perché ha tantissimo da offrire. Ovviamente, non mancano le quest, comprese quelle nascoste, che solo i giocatori più attenti scoveranno: ogni missione secondaria ha la propria sottotrama, che si riallaccia alle storie dei vari NPC incontrati.

Da Trails of Cold Steel, Tokyo Xanadu eX+ prende anche la meccanica dei legami con i compagni di squadra (e, in questo caso, anche con i personaggi secondari non giocabili più importanti, come gli amici più stretti di Kou): durante il tempo libero, il protagonista ha a sua disposizione delle particolari friendship shard, che si possono spendere per approfondire le nostre relazioni con gli amici e conoscerli meglio, visionando determinati episodi extra. Un apposito Friendship level regola i nostri rapporti, con ricadute sul gameplay per quel che riguarda i party member. Il numero delle shard è limitato, e non ci consente, perciò, di assistere a tutti gli eventi disponibili in un unico playthrough: un incentivo, questo, alla rigiocabilità, qualora si volesse portare al massimo il rapporto con ogni amico e sbloccare il relativo episodio finale.

I segreti che si celano a Morimiya non si fermano alle quest: dalla serie Trails, tornano anche la cucina e i libri, con relative ricette e volumi da trovare. È possibile, poi, raccogliere oggetti per arredare la stanza di Kou, e sbloccare ulteriori scene extra con gli altri personaggi: anche in questo caso, si tratta di episodi molto assai carini, che approfondiscono i rapporti all’interno del gruppo con spaccati di quotidianità.

Che c’è di meglio di una partita alla Megastation con gli amici che vengono a trovarti a casa?

Infine, come in ogni JRPG che si rispetti, non mancano i minigiochi. Lo confesso: i minigiochi sono uno dei miei punti deboli e, anche in questo caso, ammetto di aver passato ore giocando a BLADE in sala giochi o tentando di completare la mia collezione di strap dal distributore gacha di turno.

Ciò che, però, rende in assoluto Morimiya una gioia da esplorare sono le tantissime citazioni al mondo della software house di Kondo e colleghi presenti nel gioco. Tokyo Xanadu eX+ è un gioco pensato esplicitamente per i fan di Falcom e delle sue serie di maggior successo: ed è così, quindi, che in libreria si trovano manga con i protagonisti di Trails in copertina; al negozio hi-tech un televisore riproduce come spot le opening di passati giochi della compagnia; sull’insegna della sala giochi campeggia un Adol Christin della prima ora; al centro commerciale, un negozio di cosplay espone le uniformi della Thors Military Academy e tanti altri abiti ben noti.

Questo poster è stato il primo teaser dell’attesissimo Trails of Cold Steel III rilasciato da Falcom!

L’elenco delle citazioni potrebbe andare avanti ancora a lungo: basti ricordare che Rean e Alisa, protagonisti di Trails of Cold Steel, sono rispettivamente l’antagonista e la protagonista del popolarissimo anime Magical Girl Alisa all’interno del gioco, e che un altro personaggio di Cold Steel, Towa Herschel, fa un cameo nei panni della cugina e insegnante di Kou, Towa Kokonoe (le due, di fatto, condividono solo nome, aspetto e un simile ruolo di guida per i protagonisti, poiché la Towa di Xanadu presenta una propria identità indipendente da quella dell’omonima ereboniana).

Eclipse e Soul Device

Quando Kou e soci attraversano i varchi in cui la loro dimensione si sovrappone a quella dell’Eclipse, arriva finalmente il momento di impugnare le armi, o — per essere più precisi — i Soul Device, e menare le mani. Il divertimento è assicurato: Tokyo Xanadu eX+ ripropone la felice formula Ys, con un gameplay action dinamico e serrato che vede un personaggio schierato in campo e due di riserva, pronti a prendere il suo posto in qualsiasi momento. Alternare i combattenti è indispensabile per sfruttare le debolezze elementali dei Greed, poiché ogni party member sferra attacchi di un diverso elemento: fuoco per Kou, spirito per Asuka, vento per Sora, e così via. Non è solo la tipologia d’attacchi, però, a contraddistinguere i combattenti: ogni personaggio ha uno stile di combattimento ben diverso, che si riflette su moveset e skill. Kou, per esempio, è un lottatore bilanciato, in grado di adattarsi alle esigenze del party (saggiamente, poiché, nei dungeon di trama, risulta quasi sempre obbligatorio in squadra, e per questo gli viene conferita presto la possibilità di cambiare elemento); Sora eccelle in forza, velocità e skill aeree, mentre il punto forte di Yuuki sono gli attacchi magici a distanza; Mitsuki punta sulla magia e gioca in difesa, mentre Shio ha una devastante forza fisica, ma ne paga il prezzo in rapidità di movimento. Quando si compone il party, insomma, non si tratta solo di affinità elementali: ogni membro risulta unico e divertente da giocare.

Fatevi da parte, i pugni di Sora sono temibili!

Ciò non sarebbe possibile senza le variegate meccaniche di gameplay: non ci sono solo attacchi normali, ma anche attacchi aerei, a distanza, di forza, nonché skill speciali (EX skill) e le immancabili finisher (X Strike). Inoltre, i personaggi possono anche innescare dei devastanti attacchi di coppia, una volta riempito l’apposito indicatore dell’X-Drive. Si può scattare, schivare e saltare, il che rende complessivamente l’esperienza di gameplay incredibilmente fluida, immediata e divertente. Giovano tantissimo, a questo proposito, i 60 FPS stabili che la versione eX+ ci regala.

Il sistema di sviluppo è sostanzialmente una versione semplificata dell’ARCUS System di Trails of Cold Steel: anziché i quarzi, qui abbiamo degli elementi da utilizzare per incrementare le statistiche dei nostri personaggi, garantirci buff e personalizzare il loro stile di combattimento. Il mastercore influisce sulle statistiche generali del personaggio e ne determina l’attributo: Kou, come già accennato, può equipaggiare mastercore di qualsiasi elemento, mentre gli altri personaggi hanno ciascuno un elemento primario ed uno secondario. Con l’avanzare del gioco, avremo accesso ad elementi via via più rari e potenti, anche se va detto che, forse, non ne avremmo poi così bisogno: il gioco, infatti, in quanto a difficoltà a Normale non ci pone troppo problemi, complice la possibilità di utilizzare oggetti a piacimento. Tuttavia, sono disponibili molteplici difficoltà per chi ama sudare un po’ e vuole sviscerare appieno le meccaniche del titolo.

Sotto il profilo del level design, va detto che la maggior parte dei labirinti non brilla particolarmente: molti sono semplici reskin di altri, sia per quanto riguarda gli ambienti, sia per quanto riguarda i nemici. In quanto a mappe, le Eclipse dei primi capitoli sono piuttosto lineari e si completano in breve tempo; andando avanti nella trama, le cose si complicano, con l’aggiunta di ostacoli e meccaniche platform familiari ai giocatori della serie Ys.

Uno dei miei labirinti preferiti… peccato che venga reskinnato almeno un paio di volte nel corso del gioco.

Tuttavia, va tenuto in conto il fatto che questi labirinti nascono per essere rigiocati: ogni Eclipse è accessibile liberamente, una volta completata, sia per del sano grinding, sia per provare a migliorare il proprio punteggio. Al termine di ogni labirinto, viene infatti assegnato un voto, basato su diversi fattori, tra cui il numero di danni subito, quello di uccisioni elementali effettuate e il tempo di completamento dell’Eclipse. Complice la natura portatile originaria del titolo, questa formula di dungeon brevi e facilmente rigiocabili risulta piuttosto comprensibile.

Vita o eX+?

Nel corso di questo diario, è stata citata più volte la versione PlayStation Vita di Tokyo Xanadu; la stessa per cui, in principio, io stessa attendevo il gioco. Effettivamente, quando c’è da scegliere su quale piattaforma un titolo uscito sia in versione handheld, che in versione console fissa/PC, di solito la mia scelta ricade senza indugi sulla portabilità. Eppure, in questo caso, non ho avuto dubbi: la versione eX+, uscita su PlayStation 4 e PC, è assolutamente la più completa per chi voglia avvicinarsi a questo gioco. Le aggiunte rispetto alla versione PSVita, infatti, sono molte e di rilievo. Abbiamo già citato il fatto che il gameplay action e frenetico di Tokyo Xanadu eX+  trovi il suo più felice compimento proprio con i 60FPS di questa versione, che permette anche di realizzare appieno meccaniche come l’X-Drive (su PSVita, il personaggio alleato non scende in campo al nostro fianco, ma ci fornisce semplicemente il suo elemento per gli attacchi).

Tuttavia, le aggiunte più rilevanti riguardano la trama e i personaggi: in Tokyo Xanadu eX+, sono stati inseriti diversi capitoli aggiuntivi, chiamati Side Story, che occorrono tra un capitolo e l’altro della trama principale. Questi episodi si concentrano maggiormente sui personaggi secondari, che abbiamo il piacere di veder interagire al di fuori del punto di vista di Kou: a mio avviso, da sole le Side Story valgono la versione eX+, perché aggiungono davvero molto alla caratterizzazione dei comprimari e, soprattutto, alla loro interazione, e riempiono tutti quegli spazi lasciati vuoti dalla storia principale.

Con Kou fuori dai piedi, spazio allo shipping!

Proprio in questi capitoli extra, inoltre, si ha la possibilità di controllare un personaggio che nella versione Vita, pur rivestendo un ruolo di un certo rilievo nella trama, non era giocabile: sto parlando del misterioso White Shroud, contraddistinto dall’inedito elemento luce. Penso proprio che ogni giocatore della versione Vita abbia desiderato giocare nei suoi panni, poiché è sicuramente una delle figure più carismatiche ed intriganti del gioco. Come se non bastasse, Tokyo Xanadu eX+ presenta un capitolo aggiuntivo che si svolge dopo il finale del gioco: l’After Story altro non è che un epilogo aggiuntivo in grado di regalarci altre ore di gioco, qualche chiarimento in più sulla trama e, soprattutto, qualche ulteriore sorpresa assai gradita.

Per tutti questi motivi, in caso siate in dubbio tra la versione liscia e quella eX+, vi consiglio senza alcun dubbio la seconda. Grazie anche a tutte le aggiunte di questo release, la longevità di Tokyo Xanadu eX+ è davvero ottima, superando di gran lunga gli standard degli action RPG. Una sessantina di ore sono garantite, anche di più se, come me, deciderete di dedicarvi ossessivamente a tutti gli extra. C’è da dire, però, che alcune fasi di gioco risultano forse un po’ tirate per le lunghe, specie verso la fine.

 

Seize the Day

Per quel che riguarda il comparto tecnico, non bisogna aspettarsi troppo da Falcom, che, da sempre, dà priorità ad altri aspetti rispetto alla grafica. Per questo, nonostante i modelli dei personaggi risultino più curati e dettagliati di quelli del precedente Trails of Cold Steel, è meglio evitare paragoni con altri titoli della generazione corrente, tanto più che, in questo caso, si tratta di un porting di un titolo PSVita. Un aspetto di cui Falcom, viceversa, è da sempre garanzia è la qualità della colonna sonora: anche in questo caso la Falcom JDK Band dà vita a una soundtrack esplosiva, con tracce davvero memorabili come l’adrenalinica My Blaze, My Truth e la struggente ending song All is a Lie. Una menzione a parte va fatta per la opening del gioco, Seize the Day, cantata dal gruppo di Falcom SPiKA (già, proprio come le idol del gioco stesso): oltre ad essere una canzone meravigliosa, che non vi stancherete mai di ascoltare, è accompagnata da una sequenza animata degna davvero di una sigla anime, e che da sola avrebbe potuto convincermi a comprare il gioco.

A differenza degli altri titoli Falcom localizzati per l’Occidente, Tokyo Xanadu eX+ presenta solamente la traccia audio giapponese per il doppiaggio: pur preferendo di solito il doppiaggio inglese, devo dire che, considerando anche il setting scolastico e prettamente nipponico, non se ne sente la mancanza. Questo, però, non significa che non abbia diverse lamentele nei confronti del lavoro svolto da Aksys Games: oltre alle false promesse fatte dalla compagnia circa la distribuzione europea (dove, ricordiamo, il gioco è disponibile in formato retail presso un singolo negozio inglese, e dove la limited edition, nonostante gli annunci fatti, non è mai arrivata), anche la qualità della localizzazione lascia molto a desiderare. Sebbene, rispetto alla versione PSVita, siano stati corretti molti errori, ne permangono diversi: parentele sbagliate, frasi prive di senso, sviste di battitura, e addirittura personaggi che improvvisamente cambiano nome (come non menzionare, a questo proposito, il caro Shio Takahata che, in un dialogo, cambia inconsapevolmente cognome in Takahashi). Infelice, a mio avviso, anche la scelta di infarcire i dialoghi di slang e abbreviazioni, in modo spesso del tutto estraneo al contesto: un boss finale che inserisce un “fyi” nelle sue battute decisive non può che farmi storcere il naso.

 

Conclusione

Tokyo Xanadu eX+ è un action RPG divertente e ricco di contenuti e la versione eX+, con le sue numerose aggiunte, è indubbiamente la migliore per avvicinarsi a questo titolo. Se siete in cerca di un gioco dalle tinte anime, che unisca la dimensione scolastica a quella sovrannaturale, mi sento di consigliarvelo ad occhi chiusi. Sebbene forse non riesca ancora del tutto a trovare una propria identità all’interno della produzione della software house, Tokyo Xanadu è una riuscita fusione degli elementi vincenti delle serie di punta di Nihon Falcomnonché un incredibile tributo ai suoi fan. Tra gameplay entusiasmante, personaggi carismatici e una mitologia che ha ancora molto da svelare, non resta che sperare in un sequel che raffini ulteriormente la formula e ci permetta di riabbracciare presto Kou e compagni.
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