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Banner of the Maid ~ Victoire est a Nous

Banner of the Maid

Piattaforme: PC
Software House: Azure Flame Studio
Publisher: CE-Asia
Lingua: Inglese, Cinese
Release: 28 maggio 2019

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Secondo una teoria della fisica moderna, esiste l’interpretazione a molti mondi della nostra realtà (per gli amici Many Worlds Interpretation). Secondo questa ipotesi, ogni evento nella storia è un punto di diramazione, dal quale si formano più universi. Al di là del fatto che la realtà sia questa o meno, la fantasia di molti artisti sfrutta questo concetto per realizzare delle opere nelle quali si invita il suo fruitore a riflettere sulla possibile realtà che gli si para davanti. Il mondo dei videogiochi non è da meno su questo fronte, e sono vari i titoli proposti negli anni. Vi basti pensare a giochi come Wolfenstein e Fallout, che plasmano degli universi distopici molto interessanti.

Ma oggi non vi voglio parlare di una distopia, bensì di un’ucronia, ragion per cui vi ho parlato della MWI. L’ucronia si distingue dalla distopia perché, mentre in quest’ultima si ipotizza un universo narrativo, reale o immaginario che sia, con una deriva pessimistica, nell’ucronia si crea un universo narrativo a partire dal “e se?” applicato a uno specifico evento. Il gioco di cui vi sto per parlare, Banner of the Maid, è una di queste.

E se la rivoluzione francese fosse fallita?

Vi siete mai posti questa domanda? Se lo aveste fatto, con questo videogioco non siete più i soli ad averlo fatto. Nella Francia di fine diciassettesimo secolo di Banner of the Maid la famiglia reale si è salvata dalla rabbia popolare, e Luigi XIV è ancora Re di Francia. A quanto pare, la regina Maria Antonietta possiede un potere misterioso, che le ha permesso di sconfiggere i giacobini, e fermare la rivolta. La protagonista del gioco è Pauline Bonaparte, sorella minore del comandante Napoleone Bonaparte, che la storia conosce molto bene. Come il fratello, anche lei ha doti da comandante eccezionali, oltre a un misterioso potere, simile a quello della reggente attuale. Ciò affascina la nobiltà, che segue le sue gesta con fervido interesse.

La storia si svolge durante la storica campagna d’Italia, nella quale, secondo il nostro corso degli eventi, Napoleone sconfigge l’esercito austro-sardo. Pauline viene inviata a supporto delle truppe dell’esercito francese per sferrare un attacco a sorpresa. Da qui in poi inizia la vostra avventura.

Nel corso di questo viaggio troverete molti personaggi di fantasia, come per esempio il generale Rose. Altri invece sono palesemente ispirati a figure reali, come Giuseppina di Beauharnais e Gioacchino Murat. Il tutto con un design squisitamente orientale, che però non sfocia nel cosidetto whitewashing, piuttosto li rappresenta in modo interessante. La contaminazione tra lo stile tipico dei manhua e la cultura occidentale dà vita ad un art style se non unico perlomeno accattivante, e bello a vedersi.

Esercito austro-sardo
Certo, l’esercito austro-sardo me lo ricordavo diverso

La guerra secondo gli RPG

Nel mondo degli RPG, in particolare dei j-RPG, il concetto di guerra come viene inteso nel bagaglio culturale comune è stato introdotto più volte nelle meccaniche di gioco. Basti pensare a titoli come Valkyria Chronicles, dove i combattimenti si svolgono tutti su un vero e proprio campo di battaglia. O Final Fantasy VIII, dove i protagonisti altro non sono che un gruppo di mercenari, con armi che ricordano quelle del mondo reale, ad eccezione del Gunblade.

Banner of the Maid, però, è uno dei pochi titoli che amalgama tutti gli elementi del nostro mondo nel suo gameplay senza (quasi) alcun elemento di fantasia. Non ci sono magie, né tecniche impossibili, né elementi nuovi. Ci sono solo i soldati, le loro armi, e le loro capacità, catapultate dentro una griglia con visuale isometrica. Prima di ogni battaglia vi è un briefing, nel quale potete selezionare i componenti della vostra squadra, e disporli sul campo. Ogni personaggio che selezionate rappresenta un battaglione, composto da soldati della stessa classe, con le sue abilità uniche. Di queste ve ne sono sei tipi: cavalleria leggera, cavalleria pesante, fucilieri, fanteria, artiglieria, e banda musicale.

La cavalleria leggera può essere paragonata alla classe del berserker. Avendo i cavalli può muoversi lontano sulla mappa, ha un attacco piuttosto alto, ma una difesa mediocre.

La cavalleria pesante ha qualche elemento simile ai cavalieri di Fire Emblem: attacco e difesa molto alti, ma punti deboli che portano a una perdita di HP elevata in poco tempo.

I fucilieri sono un mix tra la classe del ladro e quella dell’arciere, è una delle poche che può colpire a distanza, causa più danni sui fianchi, e può compiere azioni furtive.

La fanteria è particolare, perché incarna alcuni elementi dei fucilieri, ma allo stesso tempo è lenta nei movimenti. Ha una difesa alta, ed è incline a resistere a lungo durante i combattimenti. In poche parole, è un’unità versatile, ma che dipende molto dal personaggio singolo e dalle sue abilità.

L’artiglieria è un tipo di unità che trovate anche in altri RPG strategici, e fa esattamente quello che dice il suo nome: bombarda i nemici dalla distanza. Difesa ridicola, ma attacco molto alto, da tenere sempre nelle retrovie al sicuro.

La banda musicale è una fusione tra mago bianco e mago nero, ma non fa magie, piuttosto con la sua musica rigenera lo spirito e motiva i soldati per combattere più a lungo. Chi è familiare con la serie Fire Emblem e Final Fantasy Tactics ricorderà sicuramente le classi dei musicisti e dei ballerini, ed è a questo che più somiglia questa particolare unità.

Il gameplay di Banner of the Maid in effetti somiglia molto a quello di questi ultimi giochi citati. Durante i combattimenti si alternano i turni delle due fazioni, durante i quali i comandanti muovono tutte le loro unità per sconfiggere l’avversario. Il titolo è abbastanza facile da apprendere. Non mancano infatti una serie di tutorial per insegnare anche al giocatore più inesperto come muoversi all’interno di un RPG strategico, spiegandone i vari concetti chiave.

La schermata di combattimento

Commandant pour les débutants

Essere comandanti non è un lavoro facile. In Banner of the Maid pensare come un vero comandante è la chiave per la vittoria. Ci sono molti elementi che vengono offerti al giocatore per sopraffare l’avversario, così da fornire una rosa di strategie abbastanza ampia. La cosa fondamentale da apprendere è il quadrato delle armi. È come il triangolo delle armi di Fire Emblem, ma con un lato in più. Il concetto è: i fanti sconfiggono i fucilieri, i fucilieri battono i cavalieri pesanti, i cavalieri pesanti battono i cavalieri leggeri, i cavalieri leggeri battono i fanti. I musicanti e gli artiglieri rientrano in una categoria a sè stante. Come in Fire Emblem, anche qui le unità possono essere promosse, raggiunto un certo level cap.

Le statistiche sono le stesse che è possibile ritrovare in quasi tutti gli altri RPG strategici giapponesi: vita, velocità, attacco, difesa, vita, fortuna, e movimento. Un’aggiunta peculiare che viene fatta in questo titolo è il parametro Morale, che va a sostituire i classici SP, Skill Points, e MP, Mana Points. Il morale è una barra al pari di quella degli HP, Hit Points, che rappresenta la vostra vita, ma parte da 0. Una volta raggiunti i 100 punti, l’unità può lanciare un attacco speciale, che dipende dalla classe. Alcune di queste possono lanciare anche una mossa segreta, che dipende dalle loro abilità, eccezione fatta per Pauline, che può utilizzare il suo potere segreto di Maid, incitando le sue truppe verso la vittoria.

A differenza di altri titoli, invece, i danni che un’unità può infliggere sono identici a prescindere dalla posizione da cui si eseguono gli attacchi, siano essi dall’alto, dai fianchi, o da dietro. Ciò che può aiutarvi nel corso delle battaglie è il terreno: a seconda del tipo, questo può offrire dei bonus, o dei malus, a determinate unità.

Il gioco propone due livelli di difficoltà: ufficiale e generale, per un grado di sfida congruo in base alla vostra esperienza. Ufficiale è  una modalità tutto fuorché impegnativa, per godersi la storia senza dovere pensare troppo. Invece Generale è adatta per tutti i giocatori esperti di titoli strategici, così da godere di un’avventura appagante, ma non troppo frustrante. O meglio, niente che non possa essere risolto grindando abbastanza.

Viva la France!

Finora abbiamo parlato di diversi aspetti di Banner of the Maid, dalla struttura del battle system al gameplay. Ma non bisogna dimenticare che tra una battaglia e l’altra c’è una storia. E c’è da dire che il punto forte di questo titolo è proprio questo: la narrazione. Io stesso, titubante, ho acquistato questo titolo pensando che sarebbe stato, detto colloquialmente, una porcata che voleva sessualizzare pure Napoleone. Invece sono stato zittito dopo soli due capitoli di gioco.

Pauline Bonaparte è un personaggio ben costruito. Potete sentire sulla vostra pelle le sue emozioni: il suo complesso d’inferiorità nei confronti del fratello Napoleone, il suo dolore per i commilitoni persi nelle battaglie precedenti, la sua gioia per le vittorie, e la sua devozione per la patria: la Francia. Rappresentare un comandante di un’armata non è per niente semplice. Spesso si ricorre allo stereotipo del veterano ruvido, pieno di sentimenti sotterrati nel profondo del suo atteggiamento. Per lei invece si propone una figura più fragile, che non si vergogna di manifestare il proprio stato d’animo. Ma allo stesso tempo questo diventa un elemento che le dà una parvenza di forza in aggiunta, rendendola un personaggio non solo credibile, ma forte e in cui non è difficile immedesimarsi.

Pauline Bonaparte
… E suo fratello Napoleone

Ma Pauline non è l’unico personaggio ben fatto, anzi. La maggior parte dei suoi sottoposti di Pauline hanno un loro spazio dedicato all’interno di missioni speciali e dialoghi tra una battaglia e l’altra che ne approfondiscono il carattere, rendendoli più interessanti. Questo ricorda l’approccio che viene applicato da quasi tutti i Valkyria Chronicles per dare spessore a tutti i soldati del reggimento.

E non è finita qui. I più curiosi possono notare che durante ogni battaglia ci sono degli obbiettivi secondari. A volte seguirli è una semplice sfida contro voi stessi. Altre volte invece questi sono la chiave per reclutare dei personaggi segreti, e per svolgere delle missioni secondarie che riguardano alcuni soldati in particolare.

Anche tutti gli altri elementi di gioco vengono inseriti coerentemente nel contesto nel quale vive Pauline. Poiché è un comandante, la sua reputazione tra le varie fazioni politiche di Parigi le permette di ottenere dei privilegi. Se fate dei favori alla famiglia reale, avete accesso al loro negozio con tanti accessori. Se invece aiutate i giacobini, potete accedere a una vasta gamma di armi per le vostre truppe.

E si, qui Robespierre ci vende armi

Sempre in linea con il citato Valkyria Chronicles, tra una battaglia e l’altra ci sono delle strutture che potete visitare per migliorare i vostri eroi: c’è il locale di Josephine, nel quale potete accettare le missioni, ci sono diversi negozi gestiti dalle varie fazioni politiche, la biblioteca reale, nella quale potete conoscere la storia delle Maids, e c’è la scuola di addestramento per imparare nuove abilità,

Josephine ospiterà gentilemente Pauline, anche se non sembra.

En parlant echniquement

Il comparto tecnico di Banner of the Maid, a dirla tutta, è senza infamia né lode. Al di là del character design, nominato in precedenza, che è ispirato e interessante, gli altri aspetti non mi sono rimasti impressi.

Se ripenso alla colonna sonora, non c’è traccia che mi viene in mente. La chiamerei “OST da scenario di guerra generica”. Il che non è necessariamente un male. Ma non resta impressa. Il level design è più interessante ai fini tattici che estetici. Il che, ancora una volta, non è per forza un male. Ma non rende troppo differente l’esperienza visiva tra Final Fantasy per Gameboy Advance e questo.

Anche per quanto riguarda la possibilità di scaricare contenuti aggiuntivi avrei da ridire, perché quattro euro per due sole missioni e un personaggio speciale mi sembra un prezzo ridicolo. Certo, non mancano le offerte che solitamente vendono il pacchetto completo, e a un costo inferiore, però non è comunque un buon aspetto.

4 euro per un personaggio aggiuntivo, insomma…

Una nota più positiva invece la meritano il voice acting, carico di personalità e di vita. Sento ancora dentro la mia testa il grido di battaglia di Murat, che guida la sua cavalleria verso il nemico a spada tratta. O l’artigliera ubriacona Paulette che dopo un singhiozzo imbarazzante dà l’ordine di bombardamento. Fantastico.

A questi plausi aggiungo il mio personale apprezzamento per le animazioni che ci sono tra uno scontro e l’altro. La scelta di rappresentare il plotone in formato chibi che combatte l’altro sembra stupida, ma a mio avviso è molto carina. Ed è distante dai brutti video in CGI che si possono trovare in alcuni relitti dell’era PS2. E poi sono facoltative, potete disabilitarle con la semplice pressione di un tasto.

L’animazione di battaglia

Enfin

Banner of the Maid è un titolo dalla premessa quasi ridicola, ma che sa come prendere il giocatore fin dalle prime battute, facendo capire che fa sul serio. La storia è molto carina, carica di momenti emotivi e di colpi di scena. E sì, si parla di un’ucronia, questo è vero, però non mancheranno i vari riferimenti storici, facendo sì che il gioco si colleghi concretamente agli avvenimenti che conosciamo della nostra storia. Sono partito con le peggiori aspettative in questo viaggio, e alla fine di quest’avventura ne volevo ancora: mi è piaciuto molto più di quanto potessi pensare.

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