Child of Light, Diario

Child of Light ~ C’era una volta la Luce…

Child of Light

Piattaforme: PS3 | PS4 | PSVita | WiiU | PC
Software House: Ubisoft
Release:  30 Aprile 2014

 

Child of Light è un RPG sviluppato presso Ubisoft Montreal, studio canadese che raramente si associa a questo genere. È disponibile dal 2014 per una molteplicità di console di settima e ottava generazione, nonché sulla piattaforma digitale Steam.

Non si tratta certamente di un grande progetto considerando soprattutto le poche persone coinvolte nello sviluppo e la brevità degli eventi narrativi, i quali sicuramente non raccontano una sconvolgente e titanica impresa. Ma, nonostante le umili pretese, questo RPG è in grado di offrire qualcosa di unico, in particolar modo al mercato occidentale di questa tipologia di videogiochi.

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Nonostante il buio che è occorso, Lemuria riuscirà ad incantarci con i suoi scenari

Sogno o son desta?

Come accennato nel paragrafo precedente, la trama di Child of Light non vuole illustrare una storia dall’intreccio complesso e articolato bensì una vera e propria fiaba dalle tinte fantasy. Tutto inizia nell’Austria dell’ottocento, la notte prima di Pasqua: Aurora, una bambina dai boccoli rossi figlia del Duca, si addormenta nel suo lettino senza che nessuno possa essere in grado di svegliarla, così che tutta la servitù la crede morta a seguito di una malattia. Questo sconvolge il povero nobiluomo, che già precedentemente aveva pianto la perdita della bellissima moglie e madre della principessa, a tal punto da renderlo infermo.

Ciò non dato a conoscere sulla Terra è che, in realtà, Aurora sia viva e si sia svegliata nel mondo di Lemuria, un luogo fatato e incantevole se non fosse per la sua rovina ormai annunciata: la regina della notte Umbra ha oscurato il Sole, la Luna e le Stelle privando quindi gli abitanti della Luce che risplendeva su quella terra; sarà quindi compito della piccola umana ritrovare questi elementi perduti, come le è stato incaricato da una misteriosa donna incontrata in una foresta. Inizialmente Aurora è intimidita e spaesata, vorrebbe solo tornare a casa a riabbracciare il padre, la cui condizione cagionevole è motivo di forte preoccupazione. La sua missione potrà sembrare scontata, ma è in realtà molto più grande di lei; perciò, il destino non mancherà di favorirla facendole incontrare nuovi amici, anche loro determinati al ristoro della Luce, in grado di aiutarla a sconfiggere la malvagia Umbra e condurla sulla strada del ritorno in Austria.

Tutto ciò è reso ancora più magico e coinvolgente dalla narrazione costante, lineare e addolcita ulteriormente dalla presenza dei dialoghi in rima perlopiù baciata: un’idea azzardata, inusuale che trova senza difficoltà spazio nell’atmosfera particolare del gioco. Ovviamente non bisogna aspettarsi chissà quale colpo di scena in grado di ribaltare radicalmente lo scopo dei protagonisti, tanto meno personaggi dettagliatamente approfonditi. La delicatezza con cui le scene appaiono riesce a compensare il tutto, raccontando una storia piacevole, pur nella sua estrema semplicità. Purtroppo però è necessario segnalare che, per quanto il ritmo con cui il tutto viene spiegato sia generalmente distinto, questo si spezza in un finale affrettato e confuso, il quale tuttavia non incoraggia alcuna rivalutazione.

A intrattenere sono inoltre i personaggi simpatici e molto meno stereotipati di quel che ci si può aspettare. Tra coloro che accompagneranno Aurora nel suo viaggio ci sono Igniculus, una piccola fiammella azzurra puntigliosa ma di buon cuore; i pagliacci Rubella, la quale non si mostra molto pratica delle rime, e Tristis, allontanati dal loro circo con lo scopo di trovare un nuovo obbiettivo; Oengus, un guerriero che dovrà riscoprire il suo onore, contribuendo alla ricerca della Luce perduta, a seguito dell’esilio dal proprio clan. Il gruppo è indubbiamente coeso, il che dà vita a numerosi e gradevoli siparietti. A spiccare di meno sono invece gli antagonisti, i quali però riescono comunque ad avere un ruolo nel corso della storia, in particolar modo la regina Umbra e le sue due figlie.

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Finn, un timido mago, è un altro dei personaggi che aiuterà Aurora nel suo viaggio

Per raggiungere la Luce

Nel corso di Child of Light, si dovranno affrontare oscuri nemici in scontri a turni in cui saranno schierati due nostri alleati, i quali potranno essere cambiati in qualsiasi momento, contro un massimo di tre avversari. Queste battaglie sono regolate da una barra di ATB, molto simile a quella di Grandia, il cui ruolo non è da sottovalutare: ogni Abilità ha infatti un cast time preciso, di conseguenza per un esito vincente sarà utile rallentare gli attacchi dei nemici, prestando attenzione a non farci rallentare a nostra volta.

Fuori dal battle system è possibile avventurarsi, con Aurora librata in aria, tra gli scenari pittoreschi di Lemuria alla ricerca di forzieri o risolvendo alcuni puzzles: il tutto permesso dal suo piccolo amico Igniculus, la cui luce non solo sarà in grado non solo di farci proseguire nell’esplorazione, ma si rivelerà utile anche nelle battaglie curando i protagonisti e rallentando i nemici; le sue azioni consumano però una sua vera e propria barra, analoga a quella dei nostri PV, che verrà ricaricata da lucine presenti sia in giro per gli ambienti, sia ottenibili talvolta nel corso dei combattimenti.

Concerne al comparto giocabile anche un sistema di sviluppo agevole e intuitivo, insieme a un particolare sistema di equipaggiamento basato sugli Oculi, ossia delle pietre preziose legate a una determinata statistica o elemento che potranno essere indossate dai protagonisti, per poi venire ulteriormente potenziate.

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La cittadina dei Boelmus, topi antropomorfi, è uno dei luoghi più pulsanti di Lemuria

Ciò che dà vita alla fiaba

Come è intuibile dalle immagini postate, così come dai semplici artwork ricavabili da una rapida ricerca sul web, il comparto grafico di Child of Light è un vero e proprio gioiello: a deliziarci saranno principalmente i paesaggi colorati e dettagliati, così come personaggi dal design caratteristico. La colorazione di entrambi è tenuemente sfumata, rendendo il risultato finale riconducibile a un dipinto ad acquerelli.

Altrettanto rilevanti sono le musiche, affidate invece alla cantante canadese Coeur de Pirate, nome d’arte di Beatrice Martin, la quale non manca di concludere il suo ottimo lavoro facendoci ascoltare la sua voce nell’ending del gioco Off to Sleep. La traccia più ricorrente è senza dubbio il tema di Aurora, udibile già nel menù iniziale di gioco, il cui ritmo lento e dolce è accompagnato dal pianoforte e dagli archi. E come scordare i sottofondi delle battaglie, come Jupiter’s Lightning , la seconda Boss Theme o il solenne Hymn of Light della battaglia finale? Tutte queste sono scritte in uno stile orchestrale con andamenti per lo più moderati; questo rappresenta un altro punto che contribuisce alla resa fiabesca del gioco, insieme al precedentemente citato comparto visivo, e al suo coinvolgimento generale.

E per finire, la longevità: Child of Light non durerà più di una quindicina di ore, ma considerando la sua modestia possono considerarsi accettabili. Oltre alla storia, per completare al cento per cento il gioco sarà necessario semplicemente la riuscita di alcune missioni secondarie, il ritrovamento di tutte le Rivelazioni sparse per il mondo, riuscire a creare tutti gli Oculi disponibili e poco altro.

Conclusione

Child of Light è una piccola avventura che tutti gli amanti del genere sono invitati, in particolar modo dal suo incipit e dalla sua ambientazione, caldamente a provare. Si può affermare sia la prova che, seppur con un budget non abbondante, si può ottenere qualcosa di veramente apprezzabile.
Consiglierei Child of Light a tutti coloro che desiderano una storia leggera ma ben raccontata, i quali magari hanno ancora nel cuore le storie che ascoltavano da bambini; non lo consiglierei invece a chi cerca una trama profonda, dalle tematiche particolarmente mature, e non impazzisce per i combattimenti a turni.

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