Diario, Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia

Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia ~ Il crepuscolo degli dei

FIRE EMBLEM ECHOES: SHADOWS OF VALENTIA

Piattaforma: Nintendo 3DS
Software House: Intelligent Systems
Release: 20 aprile 2017
19 maggio 2017

 

Riportare in auge un titolo nato nel 1992 è stata l’ultima fatica compiuta dal team di Intelligent Systems: Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia si propone come remake di Fire Emblem Gaiden, secondo capitolo dell’omonima serie di RPG strategici, uscito in Giappone su NES e mai arrivato in Occidente.

Il titolo è stato annunciato durante un Nintendo Direct tenutosi il 18 gennaio 2017, senza alcun particolare teasing nei mesi precedenti: mossa di marketing, questa, che ha saputo cogliere di sorpresa tutti gli spettatori della presentazione.

It is our duty as gods to save them

Tanti secoli fa, la dea Mila e suo fratello Duma si scontrarono in un conflitto senza precedenti che cambiò per sempre il continente di Valentia. Entrambi gli dei volevano governare quella terra, ma con metodi diametralmente opposti: Duma aspirava ad una nazione basata sulla disciplina e l’obbedienza per impedire la corruzione dell’essere umano, mentre Mila credeva che questi ultimi dovessero ambire ad una vita fatta di lusso e piacere. Il lungo scontro si concluse con la stipulazione del Patto Sacro che sancì la divisione del continente: Duma avrebbe governato la parte settentrionale, mentre Mila quella meridionale, portando così rispettivamente alla creazione del Regno di Rigel e del Regno di Zofia.

“Hey, why did Mila and Duma have to fight so much?
Couldn’t they just say they were sorry?”

Nel reame protetto da Mila, gli esseri umani vivevano felice senza preoccupazione alcuna, dato che la dea provvedeva a tutti i loro i bisogni; d’altra parte il Rigel era governato da dure leggi ed esercitazioni militari che rafforzavano l’identità dei suoi abitanti. Purtroppo, però, i doni offerti da Mila viziarono gli zofiani portandoli alla depravazione, mentre la rigida Costituzione di Duma rese insensibili i rigeliani.

A distanza di secoli, il continente risente fortemente delle conseguenze portate dall’aspro conflitto, ma la storia di Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia inizia a Ram, un piccolo villaggio della Zofia che sembra essere ben lontano da questo dissidio. Qui conosceremo i piccoli Alm e Celica, accomunati da un legame speciale e da uno strano marchio che entrambi portano sulla mano. La vita dei due protagonisti prosegue tranquilla grazie alle cure di Ser Mycen, anziano generale dell’esercito di Zofia. La felicità di Alm e Celica viene però messa a repentaglio dopo l’arrivo di alcuni soldati zofiani, che minacciano la loro vita e anche quella dei loro amici Gray, Kliff, Tobin e Faye. Costretti ad una separazione forzata, dopo essere venuti a conoscenza di un importante segreto, Alm e Celica promettono di rivedersi non appena saranno cresciuti.

“It doesn’t matter where the world hides you or how long it takes. I promise to find you. So please…Don’t forget me, okay?”

Diversi anni dopo il prologo e alla morte di Re Lima IV, il generale Desaix escogita un colpo di stato per svendere la Zofia all’imperatore del Rigel; per sventare questo pericolo, un gruppo di soldati fedeli al loro regno si riuniscono in un esercito di resistenza, i Liberatori. Credendo in buona fede che Mycen si unirà alla loro causa, i Liberatori inviano un soldato di nome Lukas a Ram, per parlare con l’anziano uomo e convincerlo. Mycen però, cosciente di non essere più agile e giovane come un tempo, declina la proposta. Alm, ormai cresciuto e sicuro delle sue abilità, si offre volontario e così, insieme ai suoi amici Gray, Kliff, Tobin e Faye si unisce all’esercito di resistenza.

Se, da un lato, il giovane protagonista sarà chiamato a reclamare la Zofia, dall’altro Celica prenderà il comando di un piccolo gruppo per raggiungere il tempio di Mila e confrontarsi in modo pacifico con la dea. La trama del gioco ci porterà piano piano a scoprire le origini dei due protagonisti e le ombre che attanagliano la Valentia, un continente dove non tutto è bianco o nero.

March to Deliverance

Alm e Celica, due protagonisti uniti e poi divisi dal destino; non, però, senza prima farsi una promessa che condizionerà le loro vite fino al ricongiungimento. Ironicamente, si troveranno coinvolti in un conflitto simile a quello accaduto secoli prima tra Mila e Duma: la Valentia è nuovamente in pericolo e spetterà a questi due ragazzi salvarla.

Uno degli elementi interessanti di Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia è proprio la netta distinzione tra i mezzi utilizzati da Alm e Celica per riportare la pace nel Continente: approcci diversi, ma obiettivo comune. Alm seguirà un percorso simile a quello che caratterizza il dio Duma: la guerra come unica possibilità di salvezza. Celica invece utilizzerà un criterio che ricorda molto gli insegnamenti della dea Mila: il dialogo.

La serie ha sempre abituato i fan a un grande numero di personaggi reclutabili e Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia non fa eccezione, proponendoci ben 34 unità (protagonisti inclusi) con cui dialogare prima e dopo le battaglie. Non è facile dare uno spessore a tutti questi personaggi, ma la maggior parte di loro è stata in grado di farsi ricordare grazie all’ormai collaudato sistema di supporto. Esso ci permette di assistere a piccole conversazioni tra unità ed unità e, sebbene sia stato privato della componente romantica presente nei precedenti due capitoli, riesce comunque a dare rilevanza a personaggi che nella trama non hanno momenti per spiccare.

Alm entrerà specialmente in contatto con i Liberatori, primi tra tutti Clive e Lukas, rispettivamente il buon comandante di questa armata e un fedele membro della Resistenza zofiana. Il giovane protagonista sarà inoltre seguito dai suoi amici d’infanzia, Gray, Kliff, Tobin e Faye: quest’ultima, in particolar modo, è un personaggio inedito per i giocatori dell’originale Fire Emblem Gaiden, dato che è stata creata appositamente per questo remake.

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Esempio di supporto. Riuscirà l’impulsivo Gray a far breccia nel cuore di Clair? Lo scoprirete solo giocando!

Celica, diventata sacerdotessa dopo essersi rifugiata nel santuario dell’isola Novis, sarà invece scortata da personaggi come i giovani maghi Mae, Boey e Genny, che nutrono una grande stima nei suoi confronti; durante il suo viaggio, Celica conoscerà anche il noto mercenario Saber che diventerà la sua guardia del corpo ed entrerà in contatto con le tre Sorelle Pegaso, giunte dall’Archanea. La sacerdotessa farà inoltre amicizia con Valbar, un cavaliere che ha perso la sua famiglia in battaglia ed è accompagnato dai fedeli Leon e Kamui.

Spesso un misterioso cavaliere mascherato farà la sua comparsa e salverà Celica dal pericolo. Chi sarà mai?

Sempre parlando di personaggi, un elemento che mi è piaciuto molto in questo capitolo è il fronte antagonisti, con cui non è così difficile empatizzare: questo vale specialmente per Berkut e Fernand. Entrambi sono personaggi esclusivi di Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia: il primo è il nipote dell’imperatore del Rigel ed è molto orgoglioso delle sue origini, a tal punto che farebbe di tutto pur di essere riconosciuto dallo zio e il suo timore più grande è proprio quello di deluderlo. Il secondo, invece, non trova giusto che un giovane come Alm sia alla guida dei Liberatori e per questo motivo decide di lasciare l’armata; in seguito ad alcune circostanze si unirà all’esercito di Berkut poiché i due condividono ideali simili.

Nonostante l’apparenza snob, Berkut sa rivelarsi molto gentile nei confronti della sua amata Rinea.

Inoltre, tra i principali avversari troviamo Jedah, malefico stregone che ha giurato fedeltà al dio Duma. Al contrario di Berkut e Fernand è guidato da sentimenti malvagi e farà di tutto per contrastare Alm e Celica.

What Lies at the End

I cambiamenti portati da Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia sono molti, ma la classica struttura di RPG strategico è rimasta invariata: come di consueto è infatti presente una griglia isometrica in cui muovere a turni le nostre unità. Il gioco, però, non si limita a questo: infatti, in questo capitolo sono stati introdotti i Dungeon, luoghi esplorabili in terza persona e brulicanti di nemici da combattere. Gli scontri si svolgono comunque sempre sulla stessa griglia isometrica.

Il celebre Triangolo delle Armi, basato su un metodo di sasso-carta-forbici per cui la spada batte l’ascia, l’ascia batte la lancia e la lancia batte la spada, è stato sostituito da un sistema in cui entrano in gioco fattori che nei precedenti titoli non erano così predominanti: per esempio, la potenza d’attacco e di difesa, oltre che la percentuale di colpo critico ed evasione, che nei passati capitoli risultavano nettamente meno rilevanti del Triangolo. Grazie a questa modifica, non dovremo più temere la morte di un’unità volante se attaccata da un arciere e potremo buttarci nella mischia senza troppo timore.

Un altro cambiamento riguardante le unità magiche sta nel fatto che ora gli incantesimi (sia d’attacco che di supporto) costano una percentuale di HP che varia in base alla potenza della magia.

Come in ogni capitolo della serie, anche in Echoes sarà possibile cambiare la classe delle nostre unità, ovvero lo stile di combattimento, anche se in maniera diversa rispetto a titoli precedenti come Awakening e Fates. In Fire Emblem Echoes quasi tutte le classi dispongono di tre gradi, meglio conosciuti con il nome tier: un Mercenario ad esempio può salire di grado e diventare un Mirmidone, che successivamente si trasformerà in un Cuortempesta. Promuovere le nostre unità il prima possibile porta solamente vantaggi, dato che le statistiche del personaggio a cui vogliamo innalzare il il grado mutano automaticamente in quelle base della nuova classe. Facciamo un esempio: supponiamo che una nostra unità parte con 5 di Attacco da Cittadino e la classe a cui vogliamo promuoverla parte con 10 di Attacco, in tal caso questa statistica sarà innalzata automaticamente a tal numero.

Novità assoluta di questo remake è la Ruota di Mila, antico artefatto che consente di riavvolgere il tempo durante le battaglie e di conseguenza cambiare il corso degli eventi. Si rivelerà particolarmente utile in caso di scelte azzardate che potrebbero portare alla morte di una nostra unità, anche se personalmente non l’ho trovata così indispensabile come inizialmente pensavo. Altra sua importante funzione è quella di conservare i Cristalli Memoria che ci permetteranno di vivere eventi accaduti in passato o svelare possibili situazioni future, dando quindi ancora più identità a personaggi che nella trama si trovano dietro le quinte.

Silque, sacerdotessa devota alla dea, ci offrirà la Ruota di Mila come ricompensa per averla salvata.

Altra nota particolare è data da alcune sequenze d’esplorazione, siano essi luoghi come villaggi o fortini, che ricordano molto quelle di un’avventura punta e clicca in cui spostare un cursore sullo schermo alla ricerca di oggetti ed armi. Questa scelta è dovuta al fatto che in Fire Emblem Echoes non sono presenti negozi presso cui acquistare nuovo equipaggiamento, salvo il fabbro che migliorerà i nostri armamenti.

Time’s warm embrace begins to hear all

Il comparto artistico è sicuramente uno dei punti forti di Fire Emblem Echoes: sono stata letteralmente ammaliata dallo stile grafico e da alcuni brani che ancora adesso ascolto con piacere. Il character design è stato affidato ad Hidari, illustratore già noto per serie come Atelier e Toukiden. Il suo stile si riflette davvero bene anche in questo titolo e non a caso è stato uno dei primi elementi a colpirmi di più.

Il design di Fire Emblem Gaiden è stato completamente rifatto da zero; menzione d’onore anche allo Studio Khara (conosciuto specialmente per Rebuild of Evangelion, tetralogia cinematografica basata sull’anime di Neon Genesis Evangelion) che si è occupato dei filmati animati.

Il gioco riesce a stupire anche dal punto di vista sonoro, proponendoci battle themes dinamici, che variano in base al protagonista utilizzato in quel momento e al capitolo nel quale ci troviamo; in questo modo, siamo sempre accompagnati da melodie calzanti. Fire Emblem Echoes propone anche brani cantati, sia da voci maschili che femminili, come “A Song for Bygone Days” che rispecchia perfettamente l’atmosfera presente nel capitolo in cui possiamo ascoltarla; un altro esempio è “The Heritors of Arcadia”, ending theme che nella versione inglese è cantata dalla doppiatrice di Silque.

A proposito di doppiaggio, trovo che sia uno dei migliori in circolazione per quanto riguarda la serie. Ogni scena, importante o meno che sia, è infatti accompagnata da personaggi con una voce propria. In questo paragrafo non posso non citare la bravura della doppiatrice inglese di Celica, Erica Lindbeck, conosciuta per personaggi come Magilou (Tales of Berseria) e Futaba Sakura (Persona 5), molto diversi dalla stoica, ma gentile sacerdotessa. Questo tratto riesce ad elevare ancora di più personaggi chiave come i due protagonisti e allo stesso tempo aiuta coloro che per motivi di storia non risaltano come dovrebbero.

Conclusione

Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia è un titolo che non dovreste farvi scappare se siete fan della serie; allo stesso tempo, lo consiglio anche ai neofiti perché i cambiamenti attuati avvicinano il gioco anche a coloro che non digeriscono facilmente gli RPG strategici. Se Intelligent System continuerà su questa rotta, credo proprio che Fire Emblem avrà solo da guadagnare.

 

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