Dragon Ball Z – Kakarot ~ Cha-la, head cha-la…

DRAGON BALL Z – KAKAROT

 

Piattaforma: Playstation 4, xbox one, PC
Software House: CyberConnect2
Publisher: Bandai Namco
Lingua: Italiano, inglese (testi) – Inglese, giapponese (doppiaggio)
Release: 17 gennaio 2020
Note: Giocato su Playstation 4 Pro

Chi mi conosce bene sa quanto io adori Dragon Ball, manga creato nel 1984 da Akira Toriyama, edito da Shueisha e distribuito sulla rivista Shonen Jump. È un’opera che ho iniziato a leggere e collezionare sin da quando ero bambino, quindi si può tranquillamente dire che sono cresciuto con questa serie. Ancora oggi la reputo una delle saghe più iconiche del genere shonen, che ha gettato le basi per tutte le altre opere arrivate dopo. Dato il mio amore per la serie, nella mia vita ho provato diversi titoli a tema Dragon Ball, ma quasi tutti, per svariati motivi, non riuscivano a convincermi del tutto. Per questo, la mia attenzione per i giochi di Dragon Ball, e per quelli su licenza in generale, non ha fatto altro che calare con il passare del tempo, e l’ultimo titolo della serie da me acquistato fu Dragon Ball Z: Budokai Tenkaichi 2 per Wii nel 2007. Il mio interesse per i videogiochi ispirati a Dragon Ball si è riacceso soltanto dieci anni dopo, quando all’E3 2017 Bandai Namco annuncia l’arrivo di Dragon Ball FighterZ, un picchiaduro vero e proprio sviluppato da Arc System Works. FighterZ è stato il primissimo gioco di Dragon Ball a convincermi al 100%. Dopo un titolo del genere, le mie aspettative per il gioco successivo erano piuttosto alte, quindi provate a immaginare la mia reazione quando sono venuto a sapere che questo sarebbe stato un action RPG.

THE ONE THEY CALL KAKAROT

Di solito, quando inizio un nuovo RPG, parto sempre con delle buone aspettative su storia e personaggi. Sono sempre in cerca di una storia che mi lasci a bocca aperta e di un cast di personaggi a cui affezionarmi nel corso dell’avventura. Questa volta però non è stato così. Non era questo che volevo da Kakarot. Conosco la trama di Dragon Ball a memoria, e quindi questa volta volevo solo farmi trascinare dai ricordi e rivivere in una veste più moderna avventure che mi accompagnano sin da quando ero bambino. Era tutto pronto, dovevo solo infilare il disco nella console e fare partire il gioco.
Fin da subito, il titolo fa sentire i fan di vecchia data a casa, con l’iconica Cha-la Head cha-la che accompagna il nuovo filmato di apertura. La storia inizia poco prima degli eventi della serie originale, con Goku che simula un allenamento mentale contro il suo grande rivale, Piccolo. Quello che mi ha colpito subito sono state la qualità delle animazioni nei filmati del gioco e la scelta della colonna sonora. Ogni momento di gioco è infatti accompagnato da versioni rimasterizzate e riarrangiate dei brani più iconici della serie animata, come  Kyofu no Ginyu Tokusentai o Shi Wo Yobu Cell Games. Quello che mi è saltato subito all’occhio è stata l’attenzione ai dettagli che CyberConnect2 ha impiegato nella realizzazione di questo adattamento di Dragon Ball Z. Le varie scene della serie sono state ricreate alla perfezione, sia che si parli di quelli fondamentali che di quelli più divertenti. Il tutto è realizzato con una cura così maniacale da farmi venire i brividi in qualche occasione. Inquadrature, musiche, frasi e pose dei personaggi sono identiche a quelli di manga e anime, e in alcuni casi non ho potuto fare a meno di recitare i dialoghi a memoria, divertendomi così ancora di più nel rivivere le vicende di una delle mie saghe preferite di sempre. Giocandolo si avverte quanto anche CyberConnect2 ami la serie, e il risultato è qualcosa di semplicemente meraviglioso. La storia di Dragon Ball Z – Kakarot è  per me il più bel tributo alla saga creata da Akira Toriyama mai creato.  Sin dal primo minuto ho avuto la sensazione di giocare letteralmente con l’anime, e onestamente non potevo chiedere di meglio.

Nemmeno vi dico come mi sono sentito nel rivedere questa scena

Va sottolineato  che ci sono alcuni episodi che sono stati tagliati fuori, momenti che avrebbero  effettivamente rallentato un po’ troppo la narrazione… Anche se, lo ammetto, l’assenza della scena del Final Flash di Vegeta contro Cell un po’ mi ha fatto male al cuore. Un’ultima piccola nota sulla storia di Kakarot è che, nonostante il gioco si chiami Dragon Ball Z, nella trama non è stata inserita alcuna saga filler presente nella serie, cosa che, devo ammettere, ho apprezzato molto. Niente saga sul finto pianeta Namecc, niente Goku che deve risolvere l’indovinello dei portachiavi per avere una sfera del drago e niente ritorno improvviso di Garlic Jr. L’unica missione ispirata ai filler che troveremo nella trama principale del gioco è quella di Goku e Piccolo che devono prendere la patente, ma diciamoci la verità: quel filler era fantastico.

Non penso ci sia bisogno di dire niente

HA UN’AURA POTENTISSIMA!

Ma quindi quanto è RPG Dragon Ball Z – Kakarot? Questa è la domanda che io mi sono posto quando venne annunciato il gioco, e devo dire che anche qui sono rimasto piuttosto soddisfatto. Al posto dei classici pezzi d’equipaggiamento, i personaggi in Kakarot  si potenziano mangiando. Mangiare in Kakarot permette di ottenere sia potenziamenti temporanei che permanenti, e più è complesso il piatto cucinato, maggiori saranno gli effetti del pasto consumato. I potenziamenti migliori si ottengono tornando a casa di Goku e facendoci preparare un menù completo da Chichi. Nonostante sia una meccanica creativa e piuttosto divertente, purtroppo mangiare non è estremamente utile per proseguire nella trama principale del gioco. Infatti, per proseguire nella storia del gioco è sufficiente anche solo seguire le quest principali, che danno abbastanza esperienza per arrivare alla fine senza intoppi. I potenziamenti ottenuti dai pasti si riveleranno molto utili invece nel contenuto endgame, dove ci ritroveremo ad affrontare anche nemici di 20-30 livelli più alti di quelli dei nostri personaggi.

Al cibo, Kakarot affianca altre meccaniche RPG, come il classico albero delle abilità e i tabelloni comunità. Nonostante la loro semplicità, soprattutto per quanto riguarda l’albero delle attività, a mio avviso troppo facile da completare, queste funzionalità sono realizzate molto bene, soprattutto i tabelloni comunità, e rendono bene l’idea di come sarebbe vivere e allenarsi all’interno dell’universo di Dragon Ball. In sostanza, quel che posso dire sulla componente RPG di Kakarot è che funziona. Chi, come me, gioca ai videogiochi di ruolo da molti anni non potrà fare a meno di notare che, a livello di meccaniche, si poteva fare qualcosa di più. I vari elementi GDR che offre Kakarot non sono molto complessi e non vi è certo bisogno di elaborare qualche particolare strategia per avere la meglio sui nostri nemici. Allo stesso tempo, però, questi strumenti insieme riescono comunque a creare un’esperienza senza dubbio divertente e godibile, che potrà essere magari migliorata in altri titoli o negli stessi DLC.

A livello di gameplay, quello che mi ha sorpreso di più è stato senz’altro il sistema di combattimento del gioco. Dai primi video temevo sarebbe stato uno di quei giochi dove basta premere il pulsante di attacco per vincere, ma fortunatamente mi sbagliavo. Il combat system di Kakarot è molto semplice, ma bisogna comunque sapere usare le mosse giuste nel momento giusto. In alcuni casi, dovremo allontanarci da un nemico pronto a lanciare un attacco che non può essere parato, mentre in altri dovremo lanciarci alla carica contro di loro e impedirgli di lanciare un colpo devastante. Gli scontri più particolari e interessanti sono ovviamente quelli con i boss, ognuno con meccaniche uniche e particolari. Inoltre, potremo fare affidamento sugli altri personaggi presenti nel nostro gruppo, che potremo chiamare per sferrare un attacco extra o, come nel caso di Crilin o Tenshinan, utilizzare un’abilità di supporto e ribaltare così le sorti della battaglia. Il tutto si svolge molto velocemente, e mentre da fuori a volte può risultare un po’ confusionario, posso assicurarvi che per chi gioca non lo è. I combattimenti di Kakarot sono quindi sì molto semplici, ma allo stesso tempo molto divertenti. Tutto si basa sulla tempistica e sulla velocità, e il risultato sono degli scontri frenetici in pieno stile Dragon Ball. 

IL MONDO DI DRAGON BALL A 360 GRADI

Come ogni RPG che si rispetti, anche in Kakarot troviamo svariate attività secondarie da svolgere. Si può pescare, affrontare sfide a tempo con la propria auto, che va prima costruita portando i materiali a Bulma, costruire robot bipedi o addirittura improvvisarci battitori di baseball e sfidare così i vari guerrieri Z.

“Dai che questa la faccio arrivare su Namecc”

Le mie preferite tra queste sono senz’altro le prove a tempo con l’auto, per due semplici motivi. Il primo è che, vincendo queste sfide, si ottengono soldi e materiali necessari per potenziare il proprio veicolo e poter affrontare così le sfide di livello più alto. Il secondo, e per me il più importante, è che avremo siparietti e scambi di battute sempre diversi a seconda dei personaggi che faremo salire in macchina. E provate un po’ a indovinare chi ho fatto sempre salire in auto?

Vegeta mi raccomando vai piano

A queste si aggiungono poi altre attività, come le Torri del Red Ribbon o le navicelle di Freezer, anche se queste devo dire che a lungo termine le ho trovate piuttosto ripetitive.  Ovviamente, in un gioco di Dragon Ball non poteva mancare che la raccolta delle Sfere del drago. Sparse per il mondo di gioco troveremo infatti le iconiche sette sfere, che una volta raccolte ci permettono di evocare Shenron ed esprimere così un desiderio. Alcuni desideri sono molto semplici e possono infatti venir espressi più volte, come chiedere una grossa quantità di denaro oppure oggetti rari. Con altri, che invece potranno essere esauditi solo una volta, potremo resuscitare i vari nemici principali incontrati nel corso della storia, sbloccando così anche una missione secondaria a loro dedicata. Per quanto riguarda i contenuti extra, Dragon Ball Z – Kakarot ha tanto da offrire. Missioni secondarie, attività extra e un contenuto endgame che dura intorno alle 10 ore permettono di divertirsi a lungo con il titolo anche al di fuori della storia principale.

UN MODERNO TUFFO NEL PASSATO

A livello tecnico, il lavoro svolto con Kakarot è sorprendente. I paesaggi e altri elementi come le texture del terreno non sono certo dei migliori, ma tutto passa in secondo piano quando si passa ai personaggi. Come dicevo prima, i filmati del gioco lasciano letteralmente senza fiato, ma anche nel gioco possiamo trovare comunque un lavoro ben fatto. I modelli dei personaggi sono realizzati molto bene, con animazioni fluidissime ed espressioni facciali che cambiano a seconda della situazione. Stessa cosa vale per i combattimenti, con effetti luminosi e sonori che riproducono fedelmente le varie tecniche di Dragon Ball. Ovviamente anche la colonna sonora del gioco sorprende, sia con versioni rimasterizzate dei vecchi brani che con nuove tracce realizzate appositamente per quella che è a tutti gli effetti una riedizione di un anime shonen di fine anni ’80. Con un comparto tecnico così, un grande fan di Dragon Ball non può far altro che sentirsi a casa.

Conclusione

Se, come me, siete fan di vecchia data di Dragon Ball, non potete assolutamente perdervi Kakarot. L’obiettivo principale di CyberConnect2 era quello di realizzare un gioco per i fan di Dragon Ball, e il risultato è senz’altro il più bell’adattamento dell’opera di Akira Toriyama. Grafica, musiche e e una pazzesca fedeltà alla serie originale vi faranno rivivere le vicende di Dragon Ball Z come mai prima d’ora, e questo vi permetterà di sorvolare sulle pecche del gioco.
Se invece non siete grandi fan di Dragon Ball ma vi piacciono comunque gli RPG, ritengo Kakarot un gioco a cui potreste dare una chance, magari quando gioco sarà in saldo. Gli elementi da gioco di ruolo non sono molto marcati e non richiedono strategie o build particolari, ma nel complesso le meccaniche di gioco funzionano bene e rendono il gioco molto divertente.

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Founder & Admin

Ragazzo di 28 anni, di cui 23 passati sui videogiochi. Ho iniziato la mia carriera videoludica con Nintendo e Super Mario, ma crescendo mi sono spostato su altre piattaforme, dove ho scoperto serie come Persona, Metal Gear e Trails, che sono tutt’ora le mie serie preferite. Il mio primissimo RPG è stato Secret of Mana!

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