Diario, Lost Dimension

Lost Dimension ~ La caccia al traditore sbarca su Steam

Lost Dimension

Piattaforma: Steam 
Software House: 
Lancarse
Publisher: Ghostlight
Lingua: Inglese (testi, audio)
Release: 30 ottobre 2017
Note: Rilasciato anche su PlayStation 3 e PlayStation Vita (Atlus, NIS America – 28 agosto 2015)

 

Undici individui dotati di poteri paranormali esplorano una misteriosa torre per fermare The End, un agente dell’apocalisse: è questo l’accattivante incipit di Lost Dimension, un RPG tattico sviluppato dallo studio Lancarse e pubblicato originariamente in Giappone da Furyu nell’estate 2014 per PlayStation 3 e PlayStation Vita. Circa un anno dopo, il titolo è arrivato anche in Occidente per le medesime piattaforme, localizzato da ATLUS USA e distribuito dall’allora partner europeo NIS.

Come vedremo in questo diario, Lost Dimension presenta delle meccaniche piuttosto particolari, che lo rendono a tutti gli effetti un titolo di nicchia; non stupisce, perciò, che sia passato abbastanza in sordina dopo il suo release occidentale. Ora, però, a più di due anni dal suo arrivo sul mercato nostrano, è Ghostlight a offrirci una seconda occasione per scoprire il gioco: Lost Dimension si aggiunge infatti alla sempre più ricca collezione di RPG nipponici sbarcati su Steam.

Il titolo arriva oggi sulla piattaforma di Valve, con un generoso sconto di lancio del 40% per la prima settimana. Vediamo quindi insieme che tipo di gioco sia Lost Dimension e, soprattutto, se valga la pena di recuperarlo in occasione di questo secondo release.

La fine è alle porte

Un misterioso terrorista che si fa chiamare The End minaccia di distruggere il mondo con un terribile attacco nucleare. Spetta a un’unità di agenti del corpo speciale SEALED il compito di fermarlo: undici individui si ritrovano perciò a investigare il Pillar, un’enigmatica torre in cui li ha invitati il nemico. Hanno tredici giorni di tempo per raggiungerne la cima e uccidere The End, altrimenti il mondo sarà spacciato: sono queste le condizioni che impone il terrorista.

Una missione fuori dal comune per persone fuori dal comune: il team SEALED è  infatti formato interamente da individui che posseggono poteri paranormali. Sho, il protagonista, è dotato di preveggenza; Yoko è telepatica, Himeno sa usare la pirocinesi, Agito il teletrasporto, e così via: ognuno ha il proprio “Gift”, motivo per il quale sono stati reclutati per far parte di quest’unità.

Tuttavia, sin da subito, Sho e gli altri si rendono conto che qualcosa non quadra: i loro ricordi su come siano arrivati all’interno del Pillar sono piuttosto vaghi, e ad affiancarli avrebbero dovuto esserci agenti più esperti, che però mancano all’appello. A complicare ulteriormente le cose c’è l’inevitabile clima di sfiducia che si instaura all’interno della squadra, dato che, come li informa presto The End, tra loro si nascondono dei traditori. Per avanzare di piano in piano e raggiungere la cima della torre, i membri del SEALED devono tassativamente sottoporsi a una fase di giudizio in cui votare i presunti traditori: a chi riceve il maggior numero di voti spetta la terribile sorte di essere letteralmente cancellato.

L’impossibilità di fidarsi dei compagni rimasti e il senso di colpa per quelli eliminati lacerano presto la squadra, mentre The End sembra avere la situazione del tutto sotto controllo. Il dubbio sorge quindi spontaneo: Sho e i suoi compagni sono davvero parte attiva di una missione volta a fermare il terrorista, oppure, al contrario, vittime di un gioco perverso organizzato dal villain

È questo lo spirito giusto!

Questo clima di sospetto generale, unito alle tinte sci-fi del setting, riesce a tenere alta l’attenzione del giocatore anche con una trama che, per la maggior parte del gioco, fa da cornice all’azione più che da motore degli eventi. Lost Dimension, infatti, non è un titolo story driven: il suo punto di forza è piuttosto il gameplay e si ha l’impressione che la storia sia stata concepita per essere funzionale alle sue meccaniche più innovative, ossia la caccia ai traditori e l’utilizzo dei Gift. Ciò non significa che il gioco non abbia una trama dotata di spunti interessanti: semplicemente, non aspettatevi un RPG con lunghe cutscene e dialoghi approfonditi, perché in Lost Dimension gli eventi vanno piuttosto ricostruiti mettendo insieme tasselli che si possono recuperare giocando. Molti documenti che chiariscono le premesse, inizialmente fumose, della missione del team SEALED possono essere recuperati solo durante il New Game+; e, del resto, per sbloccare il true ending e ottenere una conclusione più soddisfacente alla storia, è comunque necessario completare il gioco almeno due volte.

Grazie a questi incentivi e al funzionamento stesso della meccanica del traditore, che vedremo più avanti, il titolo ha un’ottima rigiocabilità, che ne compensa la longevità non particolarmente alta: una run, infatti, si completa in una ventina di ore, quest secondarie comprese.

Scalando il Pillar

Come accennato in apertura, dal punto di vista del battle system Lost Dimension si configura come un RPG tattico. Ogni piano del Pillar propone diverse quest — sia principali, sia secondarie — e a ogni missione corrisponde una mappa, che per essere completata richiede di soddisfare determinate condizioni di vittoria (frequentemente quella di eliminare tutti i nemici).

Per ogni quest, il giocatore schiera sei personaggi, ossia Sho e cinque compagni a sua scelta. L’azione si divide in due fasi: turno del giocatore e turno del nemico. Durante il primo, siamo noi a muovere i personaggi e attaccare, mentre durante la fase successiva dobbiamo viceversa subire le mosse degli avversari.

All’interno della mappa, i personaggi possono spostarsi solo entro un raggio di movimento determinato dal relativo parametro MOV. Il posizionamento dei personaggi riveste un ruolo chiave: colpire i nemici alle spalle, per esempio, permette di incrementare notevolmente i danni. Inoltre, se al momento di attaccare un nemico ci si trova nelle vicinanze di uno o più alleati, i compagni eseguiranno un attacco di follow up al nostro: in questo modo si possono creare catene d’attacco davvero devastanti. L’altra faccia della medaglia, però, risiede dal fatto che tutto questo è valido anche per i nemici, e perciò bisogna prestare attenzione a come sono disposti i nostri avversari e a come potrebbero spostarsi durante il loro turno, per non rischiare di venire circondati.

Toya ci assiste solertemente con un follow up.

I personaggi di Lost Dimension possiedono poteri paranormali e questo si riflette nel loro modo di combattere: con il comando Gift, infatti, è possibile usare skill uniche per ogni membro del party e collegate strettamente al tipo di talento che possiedono. Se Himeno può dar fuoco ai nemici con le sue devastanti doti pirocinetiche, Sojiro cura gli alleati con il suo potere di guarigione, mentre Nagi e Agito sono in grado di spostarsi sul campo di battaglia rispettivamente levitando e teletrasportandosi. Ogni unità sfrutta il proprio Gift in modo diverso e le applicazioni aumentano e si diversificano grazie al sistema di sviluppo. Padroneggiare a dovere le peculiarità di ogni membro del SEALED si rivelerà perciò un must durante le nostre missioni.

Ogni potere, però, ha il suo prezzo, e quello dei Gift non si paga solo in GP (i tipici punti richiesti per l’utilizzo di queste skill), ma anche in Sanità. Si tratta di un parametro percentuale che si svuota sia utilizzando i propri poteri, sia subendo danni: una volta arrivato a zero, il personaggio entrerà in berserk, attaccando indiscriminatamente alleati e avversari, e infliggendo danni assai ingenti. Dopo tre turni in questo status, subentrerà la condizione “Doze”, che rende i personaggi inermi agli attacchi nemici.

Anche i nemici posseggono un indicatore di Sanità e, portandolo a zero, saranno loro ad entrare in status Doze, risultando assai più vulnerabili ai nostri attacchi.

Mana Kawai sembra tanto kawaii, ma il suo potere, Overdrive, è pura forza bruta.

Un’innovazione che ho gradito particolarmente è quella del comando Defer: spesso, negli RPG tattici, capita di “sprecare” il proprio turno a causa dei limiti del nostro raggio di azione, che ci impediscono di raggiungere il punto o il nemico che ci eravamo prefissati. Ebbene, Lost Dimension offre una soluzione a questo problema, permettendoci, dopo esserci spostati, di trasferire il nostro turno a un personaggio nelle vicinanze che ha già agito nel corso di quella Player Phase. Poniamo, per esempio, di stare controllando Sho: vogliamo raggiungere un nemico per attaccarlo, ma esso si trova fuori dall’area in cui possiamo muoverci. Riusciamo però ad avvicinarci alla nostra compagna Yoko, che si è già portata più vicina all’avversario nel corso del suo turno: possiamo quindi usare il comando “Defer” su di lei e consentirle di agire una seconda volta, in modo che possa raggiungere il nostro bersaglio e attaccarlo. A parole può sembrare complicato, ma in realtà si tratta di una meccanica sorprendentemente immediata, che nella sua semplicità riesce a risolvere molti dei tempi morti che spesso si riscontrano nei tattici.

Non per niente, la chiave del successo in Lost Dimension è proprio la rapidità: a determinare la valutazione che si riceve a fine missione (e le relative ricompense) è proprio il numero di turni in cui vengono soddisfatte le condizioni di vittoria.

All’inizio, le mappe che affronteremo saranno piuttosto semplici e non dovremo faticare molto per ottenere il grado massimo; proseguendo nella scalata del Pillar, tuttavia, la difficoltà si farà via via crescente. Lasciate comunque che vi dica una cosa: non serve essere dei veterani del genere tattico per approcciarsi a Lost Dimension, tutt’altro. Il battle system riesce a rendere appagante e intuitiva l’esperienza di gioco anche a chi non ha grande familiarità con il genere: io stessa non sono solitamente un’amante degli strategici, ma ho apprezzato davvero molto le meccaniche di questo titolo, che riescono ad essere estremamente interessanti ed accessibili al tempo stesso.

Il mio giudizio sul combat system è perciò molto positivo: non si può dire lo stesso per quanto riguarda il design dei livelli e dei mostri. Seppur ogni piano del Pillar sia contraddistinto da un tipo di ambiente diverso, le mappe tendono ad assomigliarsi molto tra loro; questa tendenza è ancora più marcata per i nemici, che, al di là delle varie tipologie in cui si dividono, risultano davvero troppo simili di piano in piano.

Compagni d’armi

Alle fasi di combattimento, si alternano momenti nell’hub principale della torre in cui è possibile riorganizzare il proprio party e, soprattutto, coltivare legami con i propri compagni di squadra. Sia interagendo con gli altri personaggi, sia combattendo al loro fianco sul campo di battaglia, Sho potrà alzare il suo livello di intesa con i vari party member, sbloccando via via nuove conversazioni che lo porteranno a conoscerli meglio.

Le faccine accanto ai nomi dei personaggi indicano il nostro grado di affinità.

Se vi state già immaginando qualcosa di simile ai social link di Persona, fate un passo indietro: né la caratterizzazione dei personaggi, né la profondità dei dialoghi sono minimamente su quel livello, è bene chiarirlo. Complice il fatto di incontrarli tutti e undici sin da subito, i personaggi all’inizio del gioco sembreranno piuttosto blandi; proseguendo, impareremo invece a conoscerli meglio. Ogni personaggio è contraddistinto da qualche tratto saliente e da un abbozzo di background spesso connesso al potere che possiede: la storyline di Yoko, per esempio, è incentrata sulla sua difficoltà di veicolare le proprie emozioni con il canto, da sempre la sua passione, quando può farlo molto più facilmente con la telepatia; Agito si fa riconoscere per la sua indole amichevole verso tutti, nemici compresi, mentre Zenji, al contrario, tiene anche gli alleati a distanza con i suoi modi scontrosi.

Far salire la nostra intesa con i compagni ci permetterà quindi di scoprire di più su di loro, fino a sbloccare una quest conclusiva per ogni personaggio verso la fine del gioco.

La caratterizzazione dei personaggi di Lost Dimension non è particolarmente memorabile e sicuramente si sarebbe potuto fare di più affiché i compagni di Sho fossero più tridimensionali; tuttavia, fa il suo dovere, ossia quello di farci affezionare ai nostri commilitoni e rendere perciò più difficile il loro tradimento, con conseguente cancellazione.

Un traditore tra noi

Quella del traditore è, senza mezzi termini, la meccanica più interessante e innovativa di questo titolo. Si tratta di qualcosa che non ha precedenti ed è su di essa, oltre che sul combat system, che si regge Lost Dimension.

Ad ogni piano del Pillar che esploreremo, avremo un traditore nascosto tra i nostri ranghi e starà al giocatore scoprire di chi si tratta. Fatta eccezione per il primo piano della prima run, il traditore è sempre generato casualmente: ciò vuol dire che può essere letteralmente chiunque.

Come si fa, quindi, a scoprire chi sia il compagno d’armi da eliminare? È qui che entra in gioco il potere di Sho, la preveggenza: grazie ad esso, alla fine di ogni missione il nostro protagonista sentirà delle voci, tra cui si nasconde anche quella del traditore. Per ogni piano, ci sono tre potenziali sospettati, che vanno individuati usando come riferimento questo dato. Facciamo un esempio pratico: portiamo in missione con noi Nagi, Marco, Yoko, Himeno e Sojiro e, alla fine della quest, Sho identifica soltanto una voce sospetta. Questo significa che, tra quei cinque, c’è solo un possibile colpevole e che, quindi, gli altri due sospettati vanno cercati tra i restanti personaggi.

Alla fine di una spedizione, Sho ha il presentimento che possa esserci un traditore nel suo gruppo.

Occorre perciò sperimentare diverse combinazioni per il nostro party e incrociare i risultati ottenuti grazie al potere di Sho: in questo modo, usando un po’ di logica, riusciremo a individuare i nostri tre potenziali traditori. Per accertarci senza ombra di dubbio di chi sia il colpevole, potremo a questo punto far ricorso a un’altra delle abilità di Sho, Deep Vision, che consente di esaminare l’animo di un compagno per capire se nasconda o meno qualcosa. Quest’abilità si può usare soltanto spendendo dei particolari punti (VP), che vengono conferiti al giocatore in quantità limitata, e perciò non se ne può abusare per controllare sistematicamente ogni nostro compagno.

La caccia al traditore non finisce però una volta trovato il colpevole. Entra in gioco la seconda fase di questa meccanica, che si rivela altrettanto interessante: la manipolazione dei voti.

Alla fine di ogni piano, i membri del SEALED dovranno confrontarsi necessariamente con la stanza del Giudizio (Judgement), nella quale, per poter avanzare al piano successivo, saranno obbligati a votare per un traditore. Ognuno dei nostri compagni voterà secondo i propri principi e, per far sì che venga effettivamente eliminato il vero traditore, dovremo fare in modo di influenzare i loro voti per tempo.

Due sono i criteri che regolano le votazioni altrui: l’affinità tra personaggi e i loro rank in battaglia. Chi partecipa poco alle missioni o si rende poco utile in combattimento sarà, la maggior parte delle volte, il primo sospettato: noi potremo indirizzare i sospetti sul vero traditore sia modificando di proposito la classifica dei risultati di battaglia (per esempio, escludendo dalle missioni il colpevole per farlo scendere di rank), sia esprimendo i nostri dubbi ai commilitoni, quando ci chiederanno la nostra opinione al riguardo.

Personalmente, la caccia al traditore mi ha tenuta sulle spine ad ogni piano e ho trovato ancora più intrigante il fatto di dover manipolare i voti altrui: molto realisticamente, le decisioni non ricadono solo sul protagonista, ma sull’intero gruppo, ed è perciò necessario convincere gli altri ad appoggiarci. Come ho già accennato, i personaggi, seppur non indimenticabili, si fanno apprezzare, e perciò ci troveremo presto a sperare che i nostri preferiti non siano i traditori e a intristirci parecchio in caso vengano eliminati.

Gift e Materia

Avanzando nella scalata del Pillar, i nostri ranghi si sfoltiranno quindi inevitabilmente: dal punto di vista del combat system, è davvero un peccato perdere l’accesso a certi poteri, vero?

Ebbene, non preoccupatevi: i due aspetti più interessanti del gioco — ossia la meccanica del traditore e quella dei Gift — non entrano fortunatamente in conflitto, perché Lancarse ha ovviato al problema in modo molto lungimirante introducendo le Materia. Ogni volta che un personaggio sarà cancellato a seguito di una votazione, lascerà dietro di sé proprio una Fate Materia, la quale può essere equipaggiata da uno qualsiasi dei personaggi restanti, conferendogli il Gift e le abilità del caduto.

Questa meccanica si inserisce in un sistema di sviluppo dei personaggi che si rivela assai più profondo di quanto non possa sembrare a un primo sguardo. All’inizio del gioco, i membri del SEALED sono sì contraddistinti da un potere, ma solo per quel che riguarda una skill o un’abilità. È soltanto sviluppando a dovere i Gift che emergono tutte le potenzialità del gameplay, nonché l’estrema diversificazione dei talenti dei vari personaggi: quella di dotare i protagonisti di poteri paranormali è una scelta che viene sfruttata a dovere dal combat system, tanto che, nelle fasi avanzate del gioco, ci troveremo a poter usufruire di diverse applicazioni di questi talenti davvero interessanti.

Il sistema di sviluppo presenta diverse ramificazioni.

I punti che servono per far salire di livello le skill e apprenderne delle altre sono elargiti in quantità tutt’altro che generosa, ed è perciò necessario spenderli con una certa cura. Inoltre, è possibile combinare tra loro i Gift dei personaggi, il che aumenta ulteriormente le possibilità a nostra disposizione.

Traditori su PC

In quanto a comparto tecnico, pur essendo un prodotto di nicchia, Lost Dimension si difende bene: i modelli in game dei personaggi sono molto gradevoli e curati, specialmente se si tiene conto che il gioco è stato creato per PlayStation 3 e PlayStation Vita. Il porting realizzato da Ghostlight supporta diverse risoluzioni: io ho giocato a 1080p e devo dire che, a mio avviso, è stato fatto davvero un buon lavoro. La grafica in game risulta molto definita e pulita; gli artwork dei personaggi, usati per narrare la maggior parte dei dialoghi in stile visual novel, presentano una risoluzione nettamente migliorata rispetto alla versione originale, che esalta il character design anime di Yuu Yamashita e Makoto Tsuchibayashi.

Il porting permette di giocare sia con il controller, sia con mouse e tastiera; per il resto, oltre alla presenza degli achievement e dello Steam Cloud, non presenta particolari novità rispetto alla versione originale. La canzone originale dell’opening è stata cambiata per motivi di licenze, ma niente paura: è stata sostituta da una traccia altrettanto orecchiabile, che personalmente ritengo quasi più adatta al mood del gioco. Per concludere la panoramica su questa versione Steam, è bene menzionare il fatto che saranno disponibili anche diversi bundle DLC, che spaziano dai costumi alle mappe aggiuntive.

Conclusione

Lost Dimension è un RPG tattico dal gameplay solido e dalle meccaniche innovative. Seppur storia e personaggi siano nella media, il titolo riesce a distinguersi grazie alle idee originali che propone, una su tutte quella della caccia al traditore. Per questo, se siete alla ricerca di un prodotto interessante, in grado di offrire qualcosa di nuovo, dovreste dargli una chance, e magari approfittare proprio del suo arrivo su Steam.

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