Eternal Poison ~ Una discesa gotica negli inferi

Eternal Poison

Piattaforma: Playstation 2
Software House: Flight Plan
Publisher: ATLUS
Lingua: inglese (testi/audio)
Release: 11 novembre 2008
Note: Questo titolo non è mai stato distribuito in Europa, ma solo in America ed in Giappone

 

Di tanti titoli per PlayStation 2 che non riuscirono ad arrivare in Europa, uno in particolare riuscì a catturare la mia attenzione da quando lo vidi per la prima volta: Eternal Poison. Sviluppato da Flight Plan, software house nota per la serie Summon Night, e pubblicato in America dalla casa ben nota da chi mastica un po’ di RPG di nicchia, Atlus, Eternal Poison è un RPG Strategico a griglia dal sapore gotico. Complice l’atmosfera che mi ha rimembrato da subito lo storico Koudelka su PlayStation, il genere S-RPG, e un po’ di curiosità innata per l’ignoto videoludico, fui convinto da subito ad acquistarlo e dargli una possibilità per scoprire cosa celasse al suo interno, e quello che segue è un riassunto della mia esperienza.

Cinque personaggi in cerca di autore

Nel fittizio regno di Valdia, dopo tanti e tanti anni di pace, compare dal nulla Besek: il reame dei demoni. I mostri che vi dimorano al suo interno, i cosiddetti Majin, catturano la principessa del regno di Valdia, Lenarshe. In risposta a questo avvenimento il re di Valdia offre una ricompensa a chiunque riesca a riportare sana e salva sua figlia da Besek. In tutto cinque gruppi si avventurano nel reame demoniaco, ognuno per le sue ragioni.

A questo punto spetta al giocatore scegliere da quale punto di vista iniziare la sua avventura, in base ai leader dei gruppi. Inizialmente saranno disponibili solo tre personaggi:

  • Thage: una maga nera che a quanto pare conosce bene Besek, e non è in cerca della principessa, ma bensì del tesoro nascosto nelle parti più profonde del regno, l’Eternal Poison. L’Eternal Poison, da cui deriva il titolo del gioco, è un oggetto in grado di realizzare i desideri di chiunque lo possieda. Ma le ragioni per cui Thage cerchi questo tesoro sono oscure. Inoltre, possiede un potere in grado di soggiogare i Majin al suo volere, che le permette di vagare liberamente tra i demoni senza paura.
  • Ashley: un’agente del culto religioso vigente in Valdia (con il nome originalissimo di “Chiesa di Valdia”) inviata dal Papa in persona, insieme a un gruppo di ricerca, allo scopo di ispezionare questo evento naturalmente blasfemo per il culto professato dalla Chiesa.
  • Olifen: pretendente alla mano della principessa Lenarshe, e comandante delle forze armate di Valdia. Essendo troppo preoccupato per la sorte della sua amata, Olifen decide di esplorare immediatamente Besek con un piccolo gruppo di ricerca, senza aspettare alcun supporto da parte dell’esercito.

Il gioco però mette in chiaro da subito chi è il protagonista in tutta questa storia, o meglio, la protagonista: Thage. Lei è un antieroe, il suo abbigliamento riflette il suo animo dominante e oscuro, e si pone verso i Majin come se non solo conoscesse bene il regno di Besek, ma ne fosse anche la regina, la classica mistress. Il gioco pone comunque tutti gli altri personaggi sullo stesso piano, dando risalto alle loro azioni e alla loro caratterizzazione, che, proprio tramite la divisione della storia in diversi punti di vista, è molto ben curata e solida.

Old but gold

Il gameplay si alterna tra lunghe sezioni di dialogo, battaglie, e l’esplorazione della città, che farà da rifugio per tutti gli eroi. Le sezioni di dialogo, oltre ad essere in un inglese spesso complesso, sono davvero lunghe, tanto da essere allo stesso livello di titoli della serie Shin Megami Tensei. Il motivo è ben giustificato: la trama, benché sembri banale a primo attrito, in realtà è molto complessa, e più si va avanti nel gioco più ci si rende conto di quanto sia complicato seguirla senza ricapitolare frequentemente gli eventi o dare spiegazioni anche per dettagli apparentemente ovvi. Pertanto è raro trovare dialoghi fuori luogo, ciononostante è bene precisare che tutto ciò rende ancora più lento il ritmo di un gioco che è già lento per via della sua natura, essendo un RPG strategico a griglia.

Ma benché il genere di questo titolo sia ben noto ai fanatici dei giochi di ruolo sin dai vecchi tempi, Eternal Poison si difende bene sfruttando una formula non innovativa, ma aggiungendo qui e là degli elementi che lo rendono allo stesso tempo interessante e una buona sfida a livello intellettivo, tanto che dovrete spremervi le meningi già dai primi livelli. Le battaglie si svolgono su una griglia, il cui obbiettivo è quasi sempre sconfiggere il party nemico, evitando nel frattempo che il leader muoia. Per affrontare i vostri nemici avrete a disposizione diverse opzioni: armi, abilità, e magie. Ogni personaggio possiede delle abilità uniche, che possano essere essere fisiche o magiche, equipaggiamento unico, Hit Points, che determinano la sua salute, e un contatore per ogni abilità, che determina quante volte possa essere utilizzata. Come nella serie Shin Megami Tensei, per continuare il paragone, esistono non solo gli elementi delle magie, ma anche gli elementi degli attacchi fisici (da taglio, perforanti, contundenti), da considerare nel corso della battaglia, che dipendono dal tipo di abilità o dal tipo di arma equipaggiato, e ci sono diversi status alterati che si possono causare, come lentezza, emorragia, e avvelenamento.

Eternal-Poison-Battle
Un esempio di schermata di combattimento

Inoltre, in aggiunta a questi elementi, i giocatori possono contare su alcune capacità peculiari del leader caratteristiche di questo gioco. Anzitutto, è possibile impartire ai propri compagni di squadra il comando “Aspetta” nel loro turno per poi, al momento del turno del leader, sfruttare questi turni conservati per scatenare contro il nemico un attacco combinato, o semplicemente attaccare dopo un lasso di tempo nel quale il nemico può essersi mosso, o curare un alleato ferito dopo un attacco. Le possibilità che vi vengono aperte con quest’abilità sono svariate, ma il motivo principale per cui utilizzarla è principalmente un’altra opzione specifica della quale non potrete fare a meno nel corso del gioco: catturare i nemici affrontati in battaglia. Infatti ogni nemico, a differenza vostra, oltre agli HP possiede un contatore che si chiama Overkill con un valore specifico. Se, quando sconfiggete un nemico, infliggete con un solo attacco più danni di quanti ve ne siano segnati nella Overkill, questo cadrà in uno status nel quale potrete catturarlo con un qualsiasi membro del party. Questo vi permette di leggere le sue caratteristiche nel compendio, sfruttarlo in battaglia, o semplicemente sacrificarlo in cambio di una ricompensa.

Per accompagnare tutto questo viene proposta una colonna sonora in gran parte sinfonica, ma che nei momenti più concitati si trasforma in un synth-rock che colpisce con delle tracce belle cariche. E ad ogni vostra mossa, facoltativamente, potete visualizzare delle cutscene nel quale il personaggio esegue l’attacco, o la magia che avete scelto. Alcune di queste, specialmente le mosse più avanzate, sono molto spettacolari, e valgono la pena di essere viste almeno una volta.

Eternal-Poison-In-Battle-Scene
Potere del libro, vieni a me!

Un giro in centro!

Tra una battaglia e l’altra, dovreste aver tempo di riposare, o perlomeno cambiare equipaggiamento e salvare. Per fortuna, Eternal Poison vi offre un’intera cittadina, situata dentro Besek, nella quale potete svolgere diverse attività. Oltre a poter compiere azioni standard come salvare la partita, e comprare altro equipaggiamento, saltuariamente in città potete trovare dei viandanti. Alcuni sono dei mercenari, che possono unirsi a voi come unità di supporto, altri sono profughi, che possono essere salvati durante le vostre missioni, e vi ricompensano per i vostri sforzi, dopo aver passato un po’ di tempo con loro, e averci parlato abbastanza.
La parte più interessante della città, nella quale passerete molto tempo, è il Calderone dei demoni, nel quale potrete fare tante cose con i vostri majin. Potrete equipaggiarli per usarli in battaglia, al costo di una certa quantità di punti demoniaci (DP), che potete ricavare tritandone (letteralmente) altri, sempre all’interno del calderone. Potete sacrificare i Majin anche per ottenere anche denaro, equipaggiamento, ed abilità, oltre che DP.

In più, se il design del gioco vi piace tanto da poter ammirare i suoi bozzetti e la sua galleria immagini, nella taverna potete giocare un rompicapo, “Stones of Fate”, diviso in 50 livelli, nel quale in una scacchiera dovete mangiare tutti i pezzi tranne uno. Ogni personaggio, nella sua storia, può giocare specifici livelli di questo puzzle, così da sbloccare le sue immagini specifiche, e man mano che procedete diventano sempre più difficili, fino a diventare quasi impossibili. Per fortuna tutto ciò è dedicato solo a chi impazzisce per lo stile grafico del gioco!

Eternal-Poison-Minigame
Una schermata del minigioco

 

Qui di seguito vi lascio qualche artwork originale, per convincervi della qualità del design di Eternal Poison.

 

E i difetti?

La noia maggiore deriva invece dallo sviluppo dei personaggi, quasi inesistente. Le loro statistiche, e le loro capacità, derivano quasi esclusivamente dall’equipaggiamento che acquistate, nel quale potrete inserire le abilità che acquisite dai demoni sacrificati in precedenza. Perché quasi? Perché in Eternal Poison, anche se è imbarazzante definirlo tale, vi è un sistema di classi dedicato solo ed esclusivamente ai party della storia. Quando un personaggio sale al livello 10, circa, vi verrà chiesto di scegliere in quale tra due classi volete che venga promosso, con i conseguenti bonus, malus, e skill tree preimpostato, che potrete ampliare solo con il sacrificio smodato di Majin.
In poche parole, le scelte del giocatore, quanto a personalizzazione del PG, si riducono solo a scegliere i mostri da sacrificare, comprare le armi e le corazze adatte, e compiere una scelta verso il livello 10.

Conclusione

Di RPG strategici se ne possono trovare tanti in circolazione, senza dover faticare nella ricerca, né andare oltre il suolo europeo, ma di titoli particolari come Eternal Poison ce ne sono pochi. Richiede una buona dose di pazienza, in tutti i sensi, ma questa buona volontà viene ripagata con una storia molto complessa, uno stile grafico degno di nota, e dei personaggi molto carismatici che sapranno intrattenervi durante questo viaggio che vale la pena di percorrere.

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Redattore
Di giorno programmatore, di notte videogiocatore. Se c’è una cosa che adora, al di lá della chitarra, della programmazione, e di tutto ciò che riguarda la fantascienza, sono proprio i j-RPG. Non può vivere senza Panzer Dragoon Saga (da cui deriva il nick), Shadow Hearts, Final Fantasy X, e Digital Devil Saga.

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