Sakura Wars V ~ So Long, My Love

Sakura Wars – So Long My Love

 

Piattaforme: Playstation 2, Nintendo wii
Software House: SEGA & Red entertainment, Idea Factory (wii)
Publisher: SEGA (playstation 2), Nippon Ichi Software (wii)
Lingua: giapponese (audio) inglese (TESTI)
Release: 5 luglio 2005 (giappone) 30 marzo 2010 (usa) 2 aprile 2010 (europa)

 

La serie di Sakura Wars ultimamente è sulla bocca di molti appassionati di giochi di ruolo, grazie all’annuncio dell’uscita del nuovo capitolo in occidente per PS4. Ma dovete sapere che questa saga non è l’ultima arrivata, anzi, si sta per avvicinare al suo venticinquesimo anniversario. Dal primo capitolo uscito per Sega Saturn nel 1996 sono passati tanti anni. Prima che l’occidente potesse vedere un Sakura Wars tradotto in inglese sono dovuti passare ben dieci anni. Per potere toccare con mano una versione europea invece ne abbiamo dovuti aspettare altri quattro, e dobbiamo ringraziare lo sforzo di Nippon Ichi Software per questo. Infatti nel 2010 NIS, con il benestare degli sviluppatori originali Red Entertainment e SEGA, e l’adattamento di Idea Factory, pubblica su Nintendo Wii il quinto capitolo di questa serie: Sakura Wars – So Long, My Love.

New York Steampunk

New York, 1928. La rivoluzione del vapore ha portato grandi cambiamenti nella società mondiale. In Giappone un’associazione paramilitare segreta, la Flower Division, capitanata da Ichiro Ogami, difende da anni il territorio dagli Oni, entità demoniache, a bordo di robot alimentati a vapore. Gli Stati Uniti non restano con le mani in mano, e viene stipulata la creazione di una controparte americana di quest’organizzazione: la STAR Division. Per comandarla viene scelto il nipote di Ogami, Shinjiro Taiga.

Una volta in America conosce subito la divisione, che, come la sua controparte giapponese, usa un teatro come copertura per le sue attività: il LIPS Theater. Un’antica profezia sta per compiersi in suolo americano, e tocca a Shinjiro e le sue ragazze proteggere la popolazione, a bordo dei loro sofisticati robot.

Come in tutti i titoli di Sakura Wars, a seconda delle nostre scelte possiamo stabilire dei rapporti più profondi con i membri del team di vostra preferenza. Avete a disposizione un cast di cinque ragazze, che vi presento:

  • Gemini Sunrise: una cowgirl che dal Texas ha raggiunto New York per realizzare il desiderio di morte del suo maestro. È una ragazza molto simpatica, un po’ imbranata, che difficilmente riesce ad integrarsi nella Grande Mela, anche per via del suo carattere molto rustico. Possiede un cavallo di nome Larry, che dorme nel suo appartamento, e soffre di disturbo della personalità. Inoltre è la protagonista di uno spin-off dedicato a lei: Sakura Wars 0.
  • Diana Caprice: una ragazza con un grande animo ed una forte energia spirituale. Purtroppo paga a caro prezzo il suo potere, tanto da essere costretta in una sedia a rotelle. Oltre ad essere molto gentile, è capace di percepire quando un essere vivente necessita di cure, e di fornirgliele.
  • Cheiron Archer: un’avvocatessa afroamericana molto energica, testarda, e con un fortissimo senso del rigore. Viene da Harlem, un quartiere difficile di New York, ed è convinta che la legge sia l’unico compasso morale valido per il giudizio del mondo.
  • Rosarita “Rosita” Aries: una bambina messicana capace di ballare, danzare e sparare. Possiede due Remington 1858, una dorata e una argentata, ed un furetto di nome Niccolò. Naturalmente è la più infantile del gruppo, ma allo stesso tempo desidera dimostrare di essere già adulta al resto del team.
  • Subaru Kujo: l’intellettuale del gruppo, tanto geniale quanto arrogante. Per via del suo aspetto androgino, spesso le viene chiesto se è un maschio od una femmina, e viene spesso scambiata per un uomo. Si vanta di non essere mai stata sconfitta in qualsiasi forma di combattimento.
Le ragazze di Sakura Wars: So Long My Love

Nel corso della storia avrete modo di conoscerle, approfondire la loro vita, e adorare la cura con cui i loro creatori siano andati oltre lo stereotipo per creare dei personaggi solidi, profondi, ed interessanti da scoprire. Vengono proposti tanti spaccati di vita quotidiana all’interno del gioco, dai più teneri ai più buffi e ridicoli. E questi fanno si che possiate apprezzare le vostre protagoniste in tutte le loro sfumature, non solo per la loro avvenenza.

Sakura Wars in a nutshell

Prima di parlare di come sia fatto Sakura Wars, è doveroso premettere il fatto che questa serie sia capostipite del suo genere. Quale? Quell’ibrido tra SRPG e dating simulator che oggi possiamo vedere in tantissime salse. Chi si è occupato della realizzazione della copertina di questo quinto capitolo ha pensato bene di pubblicizzarlo così: “Un modo completamente nuovo di giocare”. Peccato che il primo capitolo sia del 1996. E la sua formula sia rimasta più o meno invariata da allora.

Come un anime, Sakura Wars V è diviso in episodi, che mantengono tutti più o meno la stessa linea narrativa: una cutscene che introduce il nemico di turno, un po’ di tempo per sviluppare la vostra relazione con i membri della divisione, e lo scontro con il boss. Questo si ripete per n capitoli, fino ad arrivare alla conclusione del gioco.

Noia? Il sistema LIPS, una delle punte di diamante della serie, fa sì che voi non stiate con le mani in mano nel corso del gioco. I muri di dialogo possono costringere lo spettatore a premere il tasto di conferma passivamente e ripetutamente. I giocatori di visual novel navigati questo lo sanno bene. E la risposta di Sakura Wars è il Live & Interactive Picture System, per gli amici LIPS. Approfondiremo questo sistema a breve. Prima mi sembra doveroso spendere due parole sul sistema di combattimento.

Uno degli elementi che rende Sakura Wars vincente, senza scendere nel dettaglio al momento, è anche un Battle System avvincente, che si mantiene sì minimalista, come funzionalità, ma rapido ed efficace. Le battaglie da ore, che richiedono profondi ragionamenti, non fanno parte di questa serie, che punta più sull’azione e sui mecha che distruggono tutto. Il che ha senso, dopotutto il vero fulcro è localizzato nella narrativa. Perciò i combattimenti svolgono alla perfezione il loro ruolo di piacevole distrazione.

Kiss my LIPS

Come anticipatovi in precedenza, il LIPS System è uno dei fiori all’occhiello di Sakura Wars. A differenza di molte visual novel, il cui pattern di azioni si limita alla semplice scelta multipla, questa serie propone al suo pubblico un’ampia gamma di minigiochi. Questi variano dal premere una sequenza di tasti correttamente al mantenere una barra entro un certo limite utilizzando la levetta.

Una delle cose più interessanti da notare è come i minigiochi abbiano una precisa contestualizzazione nell’ambito della scelta da compiere. Ve lo dimostro con un esempio molto semplice. Supponiate che Shinjiro debba incoraggiare le ragazze con una frase motivazionale quale “Io non mi arrendo!”. In questo caso vi compare una barra che va dall’alto verso il basso, e sarete voi con la levetta a portarla verso il valore maggiore, se lo desiderate. Se non avete interagito, e l’indicatore rimane al minimo, lui si limita a dire “… Non mi arrendo.” detto con la stessa convinzione di un bradipo. Se invece l’avete portata al massimo, riesce nel suo obiettivo gridando “IO NON MI ARRENDO!”.

Tutto questo diventa sempre più interessante nel corso di Sakura Wars V, perché traspare una cura maniacale nella scelta delle situazioni, delle reazioni dei personaggi ad esse, e dell’adeguazione del sistema per contestualizzarlo al massimo. Per come è strutturato, il gioco porta lo spettatore a mettere in moto la sua empatia e comprendere l’azione giusta da svolgere. Cosa che talvolta non è banale. A volte perfino fare scadere il tempo limite per una scelta, e preferire il silenzio, è una scelta perfetta per un determinato contesto.

Tutto ciò rende chiaro come il sole un fatto: in Sakura Wars V questo sistema d’interazione è il punto forte del gioco, e questo è anche ciò che continua a contraddistinguerlo negli anni, come serie e come titolo singolo, dagli altri giochi che condividono il suo genere.

Mechas in love

Un altro elemento caratteristico, che ritrovate anche in titoli come Stella Glow, è la stretta correlazione tra le vostre scelte sentimentali e le performance in battaglia. Più i rapporti sono saldi, e più le ragazze credono nel loro comandante, più sono forti in combattimento. I loro parametri sono Stamina, che determina la capacità d’azione, HP, e Spirito, che rappresenta l’energia mentale.

La schermata di combattimento

La vera difficoltà non sta nel vincere gli scontri, che generalmente non sono così complessi, ma sta nella vittoria senza perdite. Non esiste il permadeath, però le ragazze perdono molta fiducia in voi quando vengono sconfitte: è dunque nell’interesse dei vostri love affair uscirne vincitori sempre.

Gli scontri si verificano in un campo che, a differenza dei classici SRPG, non viene diviso in una griglia, ma è liberamente esplorabile entro i suoi confini. La libertà dei movimenti dei singoli personaggi dipende dalla loro stamina, segnata con una barra in basso. Ogni fazione possiede un numero di mosse per turno prestabilito, entro il quale il giocatore può fare compiere una o più azioni a diversi personaggi.

Tra le azioni a vostra disposizione trovate il classico attacco fisico, che consuma un pezzo della barra di stamina. Potete realizzare tante combo quante ve ne permette la barra della stamina con questa mossa.  Poi potete utilizzare un attacco speciale che consuma stamina e spirito, peculiare di ogni personaggio, che vi permette di vedere anche una sua cutscene dedicata. Infine potete usare il Joint Attack, che è praticamente un attacco combinato insieme a un altro personaggio, la cui potenza è determinata dall’affinità con esso, che si rivela anche essere il più potente del gioco col passare del tempo.

Per quanto il sistema sia statico, riesce comunque nello scopo di intrattenere il giocatore sfruttando meccaniche basilari, difficoltà accessibili, e quel classico stile nipponico fatto di tecniche spettacolari dai nomi improponibili e tanti colori.

Tecnicamente parlando…

Paragonando un titolo come Sakura Wars V a Xenoblade Chronicles sulla stessa piattaforma, naturalmente il primo esce dallo scontro con le ossa rotte. Ma ricordatevi che avete a che fare con un porting di un gioco per PS2 di nicchia, e non con una killer app della Nintendo Wii. Questo è fondamentale per comprendere perché effettivamente il comparto grafico sia il punto debole di questo gioco, soprattutto durante i combattimenti.

Considerando le parti Visual Novel invece dei bei disegni rendono piacevole tutta l’esperienza, confermando ancora una volta Sakura Wars come uno dei giganti del genere che questa stessa ha sdoganato. Il character design, per quanto non riesce a surclassare mai l’imbattuto primo capitolo, mantiene su alti livelli l’esperienza di gioco, intrattenendo il videogiocatore durante tutte le sue ore di gioco e mettendo il comparto grafico obsoleto in un angolino trascurabile.

A completare questa miscela efficace ci pensa una narrativa che pare totalmente insensata tra New York, steampunk, mecha, e jazz, ma funziona benissimo con una trama avvincente, che s’incentra molto sulla scoperta dei protagonisti, mentre la vita procede tra rappresentazioni teatrali e massacro di demoni. Una decina di ore sono più che sufficienti per finire la storia principale, il che è un tempo relativamente scarso per un gioco di ruolo, ma bisogna rammentare il fatto che potete rivivere la storia con diverse eroine.

Ne vale la pena? Onestamente, nonostante le buone intenzioni ho abbandonato piuttosto in fretta il gioco dopo la prima storia. Dopo avere completato la storia con Gemini, la cowgirl, ero tentato di riviverla scegliendo la romance con Diana, ma il dovere reiniziare dal primo capitolo mi ha scoraggiato parecchio. E questo difetto continua a persistere dal primo Sakura Wars, anch’esso abbandonato dopo qualche run.

La colonna sonora è una costante rimembranza degli anni ’30, con quel sound da Cotton Club che immerge il videogiocatore nell’anima della New York di quei tempi. Così distante dalla realtà, come da standard steampunk, ma così vicina dal punto di vista musicale. L’unica nota che stona, perdonate il gioco di parole, è il volume spesso troppo alto rispetto al resto del gioco, che rende spiacevole l’esperienza in alcuni momenti.

Conclusione

In poche parole Sakura Wars V è un titolo di ottima fattura, che conferma ancora una volta la leadership di questa serie nel suo particolare genere, imitato in diverse salse da molti concorrenti. È crudele da dire, ma il primo capitolo è ancora tanto d’impatto, nonostante i nove anni di differenza, che anche questo titolo viene oscurato dalla sua grandezza. Ciononostante, questo gioco possiede l’enorme merito di avere sdoganato Sakura Wars in Europa e di aver arricchito la Nintendo Wii con un prodotto che sicuramente vi intratterrà genuinamente per ore, e vi farà affezionare ai suoi personaggi. Perciò, se siete appassionati del genere che mescola dating sim e SRPG, non potete non provare quello che ne è il re Ne resterete sicuramente soddisfatti.

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Redattore

Di giorno programmatore, di notte videogiocatore. Se c’è una cosa che adora, al di lá della chitarra, della programmazione, e di tutto ciò che riguarda la fantascienza, sono proprio i j-RPG. Non può vivere senza Panzer Dragoon Saga (da cui deriva il nick), Shadow Hearts, Final Fantasy X, e Digital Devil Saga.

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