Diario, Dragon Quest VIII

Dragon Quest VIII (3DS) ~ Il ritorno di un’epopea

Dragon Quest VIII

Piattaforme: PS2 | 3Ds
Software House: Square Enix
Release: 27 novembre 2004 (PS2), 27 agosto 2015 (3Ds)
13 aprile 2006 (PS2), 20 gennaio 2017 (3Ds)

Dragon Quest VIII: L’odissea del re maledetto è l’ottavo capitolo della celebre saga Enix, ereditata dalla sua fusione con Squaresoft, sviluppato da Level 5 uscito nel 2004 in Giappone per Playstation 2, nel periodo della sua gloria assoluta, per poi essere portato in Occidente nel 2005 in America e nel 2006 in Europa, dove per la prima volta arrivò un capitolo di Dragon Quest.

 I veterani rimarranno stupiti davanti ai mostri ora vaganti per la mappa.

Considerata la fama della Software House per la già decennale saga di Final Fantasy e il nuovo arrivato Kingdom Hearts, non vi è alcuno stupore nel notare il discreto successo di questo titolo; è stato per anni acclamato dalla critica e ricordato con un sorriso dal pubblico, motivo per cui, dopo oltre dieci anni dalla sua nascita, si è deciso di continuare il ciclo di remake degli episodi più amati della saga per le due console portatili Nintendo, successione di cui questo è il più recente essendo uscito il 20 di questo mese.

Avendo giocato la versione PS2, è sorta spontanea la curiosità di assistere a come Square Enix avesse modernizzato uno dei primissimi RPG a cui io abbia mai giocato: è dunque riuscita nell’impresa?
Procediamo con ordine, ripercorrendo il titolo punto per punto, analizzando sia le caratteristiche che si porta dalla sua uscita, sia le novità della versione 3Ds.


Anche questa volta, Farebury è il primo villaggio che visiteremo.

L’incipit della storia fornisce subito un tocco fantasy caratteristico degli RPG: un malvagio giullare di corte ha lanciato sulla corte di Trodain una terribile maledizione, dalla quale sono sopravvissuti soltanto il protagonista, re Trode e la principessa Medea, questi ultimi trasformati rispettivamente in un troll e in un cavallo. Lo scopo dell’avventura sarà dunque riportare il regno al suo splendore originario, con l’aiuto di altri personaggi tutti determinati a sconfiggere lo stregone.
Indubbiamente, la trama è quanto più rimasto invariato con il remake, a parte per la maggior attenzione in alcune scene dedicata all’eroe e all’antagonista; per quanto la sua semplicità e leggerezza possa far storcere il naso a coloro abituati a RPG più di nicchia, rimane in ogni caso gradevole e divertente grazie alla presenza di numerosi sipari comici e alla discreta fluidità con cui gli eventi scorreranno, man mano che visiteremo nuovi luoghi.

Un altro aspetto che sicuramente i fan di vecchia data saranno contenti di ritrovare sono i personaggi; anche questi, come la trama, non sono dotati di una spiccata profondità o di una caratterizzazione particolarmente articolata, eppure la loro simpatia unita all’inconfondibile e unico stile di character design della matita di Akira Toriyama permette di stamparli a pieno nei ricordi del giocatore.
Sicuramente non mancano gli stereotipi, per quanto riguarda le personalità: Yangus è il classico duro dal cuore d’oro, Jessica la classica ragazza testarda e dolce al tempo stesso, Angelo il classico Don Giovanni vissuto. Ribadisco comunque, anche per quanto riguarda questi cliché, che la semplicità di Dragon Quest VIII rimane genuina senza sfociare eccessivamente nel banale.


L’ultimo piano della torre di Alexandria rimane uno dei dungeon più belli.

Un altro punto alquanto fedele all’originale è il gameplay, che conserva le sue caratteristiche principali: le battaglie sono a turni, le azioni dei personaggi giocabili e quella dei mostri avverranno dopo che avremmo dato indicazioni a tutto il nostro gruppo, la visuale sarà in prima persona nei momenti di decisione e in terza quando gli attacchi verranno mostrati. Il tutto unito con le classiche magie, con le tipiche tecniche d’attacco e con una buona varietà d’armi per ciascun personaggio, per quanto ognuno abbia un ruolo ben specifico; ad esempio, Jessica può utilizzare coltelli e fruste, ma le sue peculiarità consistono nel lancio di vari incantesimi.

Poiché di primo impatto sembri che ogni cosa giocabile in Dragon Quest VIII per 3Ds sia strettamente fedele all’originale, in questa parte vorrei concentrare la recensione sulle novità e migliorie che questa versione ha da offrire; per quanto riguarda il punto discusso poco sopra, ossia le battaglie, queste non sono più casuali e i numerosi nemici che bisognerà affrontare nel corso dell’avventura sono ben visibili sullo schermo: scelta non da poco, in quanto questa abitudine di moltissimi videogiochi di ruolo alla giapponese stava invecchiando pesantemente, rendendo l’esperienza a lungo andare frustrante. Sempre riguardo agli scontri, questi sono ora molto più agili e immediati grazie alla possibilità di velocizzare i momenti dove vengono messe in atto le azioni.
Altre trovate che sicuramente agevolano la prolissa avventura sono la possibilità di salvare fuori dalle chiese, per quanto il salvataggio sia rapido e sparisca una volta caricato, e il miglioramento del sistema di alchimia: il pentolone di Trode non solo potrà creare nuove ricette, ma sarà possibile ottenere più di un oggetto alla volta e il tempo di attesa sarà istantaneo. Tra le aggiunte che noteranno principalmente i fan di vecchia data vi sono anche anche l’arricchimento del bestiario, che comprende ora mostri inediti e nuove colorazioni di alcuni già presenti, due nuovi dungeon, nuovi costumi e due nuovi personaggi giocabili: Red, un’abile ladra vecchia conoscenza di Yangus, e Morrie, proprietario di un’arena provvisto di accento italiano nella versione inglese.
Infine, un simpatico sistema di fotocamera che permette al giocatore di immortalare veri e propri screenshot della sua avventura e salvarli in una scheda SD; questa nuova funzione è protagonista di diverse quest date da un nuovo NPC, ciò è dunque un valido incentivo per esplorare il mondo di gioco.


Cameron è il nuovo personaggio che ci affiderà missioni di carattere fotografico.

Come ogni remake che si rispetti, anche questo porta migliorie grafiche: le figure hanno contorni più morbidi e definiti, il tutto risulta quindi adattato impeccabilmente alle aspettative della piccola console di casa Nintendo, la quale tuttavia penalizza il comparto sonoro in quanto, considerando il passaggio da console fissa a portatile, non è stato possibile mantenere a pieno l’aspetto orchestrale della colonna sonora.

Ultimo punto su cui discutere è la longevità, la quale rimane sempre alta come nell’originale; tuttavia, grazie alla possibilità di accelerare le battaglie ed essendo diventato molto meno dispersivo l’andare in giro nel mondo di gioco grazie alla presenza della mappa nello schermo inferiore, questa risulta accorciata… ma una sessantina di ore di sola trama non ve le toglie nessuno.

Colgo l’occasione per ringraziare Nintendo Italia, che ci ha fornito di una copia del gioco!

Conclusione

Dragon Quest VIII si riafferma una pietra miliare del suo genere, nonché a tutti gli effetti il capitolo portavoce della saga.
Con questa nuova versione è riuscito ad approcciarsi non solo ai veterani che desiderano rivivere questa odissea, ma anche ai novizi interessati a questa grazie alle sue nuove e comode feature.
Consiglierei questo titolo a tutti coloro che hanno amato l’originale e a chi rimane affezionato ai videogiochi di ruolo alla giapponese di stampo classico, mentre non lo consiglierei a chi cerca un RPG innovativo o dove proseguire sia particolarmente veloce e sbrigativo.

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