Dark Souls III, Diario

Dark Souls III – May the flames guide thee

Dark Souls III

Piattaforme: PlayStation 4 | Xbox One | PC
Software House: From Software
Release: 26 Marzo 2016 – 21 Aprile 2017 Fire Fades Edition
12 Aprile 2016 – 21 Aprile 2017 Fire Fades Edition


Dark Souls III è stato uno dei titoli che ho atteso di più di questa generazione, sia per il mio alto interesse per questa saga, sia perché l’ultimo titolo sviluppato da From Software è stato Bloodborne, attualmente il mio titolo preferito di questa serie.
Dark Souls III è ambientato nel regno di Lothric, dove la prima fiamma si sta spegnendo, segno che l’era del fuoco sta per giungere al termine. Per scongiurare l’arrivo dell’era oscura, la fiamma va ravvivata seguendo un rituale, ma il prescelto di quest’epoca, il Principe Lothric, rifiuta di sottoporsi al rituale, scegliendo di lasciar estinguere la fiamma. Una campana suonerà quindi nel regno, risvegliando dalle loro tombe i vecchi eroi che in passato avevano ravvivato la fiamma, chiamati Signori dei Tizzoni.
I cinque signori risvegliati, tranne uno, sceglieranno però anch’essi di lasciar spegnere la fiamma, facendo arrivare così l’epoca oscura. Come ultima speranza, il suono della campana farà quindi risorgere un Non Morto che in passato aveva tentato di ravvivare la fiamma, fallendo. Questo Non Morto, chiamato Creatura della Cenere, avrà il compito di ricondurre i Signori sui loro troni, e se non lo faranno da vivi, “lo faranno come ceneri.”

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Mi concede questo ballo?

Come in ogni altro gioco della serie, la storia si rivela piuttosto semplice, e  non ci viene narrata direttamente tramite dialoghi o filmati, ma dovremo esaminare gli oggetti che troveremo durante la nostra avventura per scoprire la lore del gioco. La lore si è dimostrata curata e interessante, con tantissimi riferimenti anche al primo gioco della serie.
Pezzi di lore potranno essere trovati anche esplorando e analizzando accuratamente le tantissime aree che attraverseremo durante la storia. Le aree in Dark Souls III sono tutte fantastiche, sia a livello visivo che come level design. Le zone si mostreranno tutte vastissime e ricche di scorciatoie, segreti e oggetti, rendendo quindi anche piacevole gironzolare senza meta  per le varie strade del gioco.
Unica piccola pecca è che, per quanto la maggior parte degli scenari e ambientazioni siano stupefacenti, il gioco non brilla particolarmente dal punto di vista tecnico, caratteristica che accomuna un po’ tutti i giochi della serie Souls. Non mancherà occasione d’imbattersi in qualche texture in bassa risoluzione, soprattutto per quanto riguarda qualche fondale o dei dettagli di alcuni oggetti.

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Che dire, proprio una bella vista

The ash seeketh embers

A livello di gameplay, Dark Souls III riesce ad introdurre delle nuove meccaniche, riprendendone anche alcune dai vecchi titoli. Prima di tutte, il ritorno del livello di Punti Azione, indicati dalla barra blu, meccanica ripresa da Demon’s Souls. I punti azione altro non sono che la vecchia barra del mana nel primissimo gioco della serie Souls, e infatti in Dark Souls III le magie consumano ogni volta punti azione, mentre nei due precedenti capitoli si disponeva di un numero limitato di magie da poter utilizzare ricaricabili riposando ad un falò. Inoltre, i punti azione vanno utilizzati anche per usare le abilità delle armi. In questo terzo capitolo, ogni singola arma dispone di un’abilità speciale, attivabile impugnando l’arma a due mani. Le abilità delle armi sono uniche, e possono variare da abilità di attacco ad area, ad abilità con la funzione di  potenziare l’attacco del proprio personaggio, potenziandone gli attacchi o facendo recuperare punti vita ad ogni colpo inflitto.
I punti azione, come detto prima, diminuiscono man mano che si usa un’abilità o una magia, e per ricaricarla bisogna riposare ad un falò, oppure, nuova aggiunta di Dark Souls III, bere dalle fiaschette di Estus Cinereo. Com’è ormai noto ai giocatori della serie Souls, per recuperare la vita si fa affidamento alle fiaschette Estus. In questo capitolo si partità con un minimo di 3 fiaschette e si potrà arrivare ad un massimo di 15, e potremo inoltre gestire i tipi di fiaschette da portare con noi durante l’avventura. Per esempio, su un totale di 15, potremo portarcene 3 di Estus Cinereo se non faremo troppo affidamento su abilità o magie, altrimenti si può metterne 8 curative e 7 per i punti azione per le build più incentrata su magia e abilità.  Il tutto è funzionale, e permette di costruirsi la propria build in maniera ancora più dettagliata e precisa, mettendo quindi il giocatore in condizione di crearsi il personaggio perfetto.

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La barra blu dei Punti Azione è quella blu, tra la vita e la stamina

A livello di build e personalizzazione, Dark Souls III rende il tutto ancor più variegato introducendo due nuove classi aggiuntive: l’araldo e l’assassino.
L’araldo può far uso dei miracoli come un chierico, facendo principalmente uso di miracoli di supporto, come cure o teletrasporto. Per compensare l’efficacia dei miracoli offensivi, l’araldo si mostrerà più portato per il corpo a corpo rispetto al chierico.
L’assassino è invece una classe che inizia con una destrezza piuttosto elevata e che può usufruire di alcuni incantesimi di supporto come “Spook” permettendo al giocatore di muoversi senza far rumore e, soprattutto, annulla il danno da caduta. È una magia utilissima per prendere scorciatoie o per ritrovarsi in un lampo alle spalle dei nemici senza che questi se ne accorgano, ma la sua difesa non è molto alta, soprattutto contro gli attacchi fisici.
Queste due classi si mostrano piuttosto interessanti, prendendo alcune caratteristiche di classi già esistenti e mescolandole insieme. Riescono quindi ad invogliare il giocatore a provare e sperimentare nuove combinazioni mai provate prima.

Bisogna parlare ora di un cambiamento importante fatto in Dark Souls III: il carico trasportabile.
Nei Souls, a seconda del carico tasportabile, ci sono tre tipi di schivata: fast roll, mid roll e fat roll. Si passava da un tipo di schivata all’altro indossando armature più pesanti o utilizzando armi più potenti, a seconda dello stile di gioco.
In Dark Souls III è stato tolto però il mid roll, innalzando quindi il carico massimo trasportabile per poter usufruire del fast roll. Se all’inizio può sembrare strano, devo dire che è stata una scelta piuttosto azzeccata. In questo modo, anche i giocatori che prediligono lo stile schiva e attacca, e quindi meno resistenti perché fanno affidamento sul fast roll,  possono mettersi un equipaggiamento un po’ più resistente, in modo da aumentare la loro resistenza negli scontri.
Purtroppo, anche per quanto riguarda le meccaniche di gioco va annotato qualche piccolo difettuccio. Mentre si esplora, potrebbe capitare un glitch che ci fa cadere attraverso delle piattaforme su cui magari stiamo camminando, e durante i combattimenti ci saranno occasioni in cui avremo a che fare con delle hitbox non proprio perfette e, peggiore di tutte, armi di nemici che clippano interamente attraverso una parete, colpendoci e magari infliggendoci un colpo mortale. Queste pecche erano accettabili finché un gioco di queste dimensioni doveva funzionare su un hardware come PS3/Xbox 360, ma che nella nuova generazione iniziano a diventare inaccettabili.

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Mi concede questo ballo?

Ovviamente, non si può parlare di gameplay senza menzionare gli scontri con i boss. I boss sono la cosa che in genere mi rimane più impressa in un Souls, e devo dire che Dark Souls III non mi ha affatto deluso. Si passa da epici scontri contro nemici più grandi di noi, a battaglie dove ci ritroviamo ad affrontare dei nemici “umanoidi”. I miei preferiti son di gran lunga i secondi, dove influiscono di più i riflessi e il tempismo.
Gli scontri non sono magari tutti equilibrati bene e divertenti, ma nel complesso il comparto boss di Dark Souls III riesce ad offrire alcuni tra i momenti più epici dell’intera serie.

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Guardi, magari ripasso un’altra volta

“When the Link of Fire is threatened, the Bell tolls”

L’epicità degli scontri col boss si fa sentire ancor di più grazie alla colonna sonora del gioco. Come ogni fan della serie ben sa, durante l’esplorazione non vi è alcuna musica, solo quando torniamo all’area principale o quando si stanno affrontando dei boss. Le musiche degli scontri con i boss sono tutte spettacolari, cariche di un’epicità che riesce ad infondere una carica indescrivibile.

Conclusione

Dark Souls III è un titolo che raccomando a tutti i fan della serie. A livello tecnico presenta ancora sì qualche imperfezione, ma nel complesso il gioco riesce ad offrire un’avventura in pieno stile Souls, con aree vastissime, scontri al limite dell’epicità e una lore ben scritta e con i giusti riferimenti ai capitoli precedenti.

 

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