Final Fantasy XIV: La storia fino a qui (2.4 -> Finale ARR)

Con l’arrivo di Stormblood, andiamo a ripercorrere i passi della storia che ci ha portati fin lì!
Questa serie di riassunti può tornare utile sia a coloro che hanno già acquistato l’espansione e vogliono fare mente locale su quanto successo quattro anni fa (ne è passato di tempo!) o per coloro che ancora devono tornare a giocare. Ovviamente ne sconsiglio la lettura a chi ha in programma di cominciare il gioco e seguire la storia, ma se avete acquistato una Jump Potion, allora la questione cambia e questi brevi articoli potranno rivelarsi comodi!
Una premessa: utilizzero i nomi inglesi per riferirmi a luoghi, titoli o eventi. Questo perché il gioco non dispone di traduzione italiana, perciò mi attengo ai termini utilizzati direttamente in FFXIV anche solo per non creare confusione, visto che nel corso del gioco sentirete i nomi solo in lingua inglese.
Ovviamente i termini più consoni a una traduzione come The Twelve o Imperial Legion o semplicemente comuni come gli appellativi Admiral, Sultan, Empire eccetera verranno indicati in italiano, ma tutto quello che è specifico del gioco no.
Premetto inoltre che non saranno fatti spoiler non necessari, di Stormblood o di ARR/HW in un articolo che non li riguarda. Questo per permettere la lettura anche a chi magari è ancora indietro con la storia e ne desidera recuperare solo una parte.
Infine, sappiate che ho provato a eliminare il più possibile le parti filler che abbondavano in A Realm Reborn per concentrarmi solo sull’essenziale allo sviluppo della storia.
Se vi siete persi la prima parte o volete rileggerla, la trovate cliccando qui, mentre la seconda qui.
Buona lettura!

Dreams of Ice (2.4)
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La storia si apre subito con Minfilia che comunica che Alphinaud ha un incarico parecchio importante per cui avrebbe bisogno del nostro aiuto: una spia Imperiale si è infiltrata tra gli Immortal Flames, e sta trasmettendo informazioni sulle Grand Company al nemico. Per aiutarci nelle indagini facciamo la conoscenza di Ilberd, secondo in comando dei Braves, non che amico di infanzia del Generale Raubahn, anche lui proveniente dalla terra di Ala Mhigo.

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Ilberd, amico di infanzia di Raubhan, secondo in comando dei Braves

Mentre i due storici compagni si occupano della questione, attendendo che la spia, nota come Ivy, faccia la sua mossa, veniamo convocati a Rising Stones, dove veniamo a sapere che un manipolo di Imperiali ha catturato alcuni scout dei Braves, e tocca a noi fare squadra con Alianne, una Elezen anch’ella della compagnia di Alphinaud. Ci dirigiamo quindi a Castrum Centri, non senza combattere, e traiamo in salvo i nostri compagni.
Di ritorno alla base, non facciamo in tempo a goderci il successo della missione che veniamo nuovamente convocati, stavolta non con armi alla mano ma con la diplomazia.
Siamo infatti desiderati da Sey Aymeric di Ishgard, leader dei Cavalieri dell’Holy See.

 

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Ser Aymeric de Borel, rappresentante dell’Holy See

Egli spiega che ha bisogno dell’aiuto dei Scion, stanziati a vicino a Silvertears, perché alcuni studiosi della città hanno predetto il ritorno di Midgardsormr, il Padre dei Draghi, e desidera che venga tenuto sotto controllo, in cambio il cavaliere non appoggia l’idea di far entrare Ishgard nell’Alleanza, ma promette risorse per Revenant’s Toll, sebbene sorga un ulteriore problema: l’ultima spedizione è sotto l’attacco dei fedeli della misteriosa Lady Iceheart.
Con un’attenta analisi della scena dell’attacco, Alphinaud scopre che gli Eretici erano fin troppo preparati nell’esecuzione, e che un sopravvissuto della carovana è al momento sotto trattamenti medici all’Observatorium. Qui, il cavaliere racconta che la sua squadra è stata eliminata quando gli Eretici si sono finti dei pellegrini per attaccarli, e che una volta rubate le merci, li ha sentiti discutere della resurrezione di Shiva, una figura bandita da Ishgard e considerata simbolo degli eretici per aver avuto un figlio con un Drago. Sebbene sia morta secoli fa, con i cristalli rubati alle carovane, è possibile che ritorni in veste di nuovo Primal.
Grazie a una serie di indagini svolte per le Highlands, veniamo a sapere che Iceheart e i suoi fedeli usano un piccolo tunnel nella zona di Snowcloak come rifugio, e toccherà a noi farci strada per le gallerie ghiacciate e trovare Iceheart.
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In fondo al tunnel troviamo la leader degli Eretici, il cui vero nome è Ysayle, che ci spiega che le sue azioni, a detta sua, sono per raggiungere un bene superiore, e che il sacrificio della gente di Ishgard è necessario se si vuole realizzare il suo obiettivo: ripristinare la pace che un tempo vigeva tra uomini e Draghi, ciò che Shiva ha rappresentato.
Non ci lascia il tempo di fermarla e utilizza l’Aetheryte localizzato in fondo al tunnel per teletrasportarsi lontano da noi, in una locazione ignota. Prima di utilizzarlo, ci viene raccomandato di tornare indietro e riferire quanto scoperto.

La misteriosa Iceheart, vero nome Ysayle, appare di fronte a noi a Snowcloak, il cui obiettivo è porre fine alla Dragonsong War, permettendo ai Draghi di ottenere la vittoria

Ci viene quindi comunicato che è impossibile per noi passare per quell’aetheryte, poiché non avendo conoscenza di ciò che si nasconda dall’altra parte, non c’è garanzia che il teletrasporto funzioni come previsto. Minfilia ci chiede di aspettare poiché potrebbe avere la soluzione, e nel frattempo ci dedichiamo a ulteriori indagini e scontri con gli Eretici, solo per scoprire tramite Ilberd che il loro operato è in qualche modo connesso al mercante sospetto trovato a Ul’dah poco tempo prima, così come agli approvigionamenti della spia. L’obiettivo è quindi tagliare le fonti di risorse di queste parti, eradicando il problema alla radice.
Al termine delle nostre vicissitudini, ci viene comunicato che Ilberd a Gridania è pronto per incastrare la spia, avendo trovato informazioni vitali.
Il Brave ci spiega che la spia non è altri che Eline Roaille, seconda in comando degli Immortal Flames, e che il piano è di coglierla in flagrante nei suoi percorsi per Gridania per recarsi dai suoi agenti. Insieme a Yugiri e i suoi ninja, iniziamo quindi la caccia all’Ivy, e grazie alle doti furtive della shinobi, riusciamo a tenere traccia dei suoi movimenti e catturarla. Con la questione della spia apparentemente risolta, poiché si rifuta di parlare di chi l’ha mandata, la nostra attenzione si focalizza nuovamente su Shiva: sembra che Minfilia abbia trovato il modo di farci percorrere l’Aetheryte.
Scopriamo quindi la natura di questa soluzione… Moenbryda, studiosa di Sharlyan e amica di vecchia data di Urianger.

La Roegadyn Moenbryda è una studiosa di Sharlyan, anche se a prima vista può non sembrare

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Urianger dimostra di non essere proprio bravo nelle relazioni, ma fidatevi che è contento di vedere la sua amica

Ci viene introdotto il suo progetto, l’Auracite, una pietra in grado di catturare l’etere. Tramite il suo utilizzo è possibile, in via teorica, catturare l’etere dal cristallo di Snowcloak e usarla per localizzare il punto d’arrivo, poiché così funziona il teletrasporto.
La procedura è rischiosa, ma siamo pronti a provare.
Come predetto dalla nostra Roegadyn, ci ritroviamo all’Anfiteatro Akh Afah, dove Iceheart, i cui poteri sembrano analoghi a quelli dell’Echo, comincia il rito di evocazione di Shiva utilizzando se stessa come tramite, trasformandosi quindi nella regina dei ghiacci del passato.

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Ysayle è disposta a tutto pur di permettere ai Draghi di prevalere, anche diventare ella stessa un Primal, resistendo alla sua influenza tramite l’Echo

Riusciamo comunque ad avere la meglio sul Primal, che si dissolve nell’etere. Della donna, però, nessuna traccia, sembra fuggita, ma è comunque un bene l’essere riusciti a fermare Shiva.
Facciamo quindi ritorno dai nostri compagni, solo per scoprire che la questione dell’Ivy non si è affatto risolta: Roaille è fuggita,e ci uniamo a Ilberd, Yugiri e i Flames per intercettarla a Northern Thanalan. La spia viene affiancata da alcuni soldati Imperiali e comincia uno scontro acceso che ci coinvolge, nel quale scopriamo che la Ivy è anche in combutta con gli Eretici e alcuni pezzi grossi di Ul’dah, al quale ha venduto numerose informazioni per realizzare i loro scopi. Originaria di Ishgard, ha sviluppato un odio per la società nobile che l’ha sempre trattata come inferiore poiché povera e ha visto nella possibilità di diventare una spia un modo per riaffermarsi.

Il passato di Roaille è stato travagliato, questo lo ha portata a diventare una spia

Sconfitta e arrestata la donna, Ilberd sospetta che sia stata inviata proprio da Varis zos Galvus, il recentemente incoronato nuovo Imperatore di Garlemald, e che i suoi piani di conquista di Eorzea potrebbero ricominciare prima del previsto…

Varis zos Galvus, nipote del defunto Solus, è pronto a riprendere la campagna di conquista su Eorzea

Before the Fall part I (2.5)
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Con l’espansione dei Scions e la nascita dei Crystal Braves, le mansioni da svolgere sono aumentate, così come le responsabilità. Alphinaud ci assegna un caso seguito da Riol dei Brave, su un mercante clandestino di una grossa partita di armi. Trovati i venditori illegali, scopriamo che la “partita” era, con sorpresa, solo una piccola cassa di lame. Riportiamo la merce a Yuyuhase, anche lui mebro dei Brave, e sebbene Alianne ritenga strano si trattasse di così poco, tutti concordano che il problema è stato un errore del giovane Riol, che ci contatta poco dopo per vederci in privato.
Il ragazzo ci spiega che secondo lui qualcosa non va, sia nella soffiata sulla spedizione che sul fatto che ha notato delle stranezze nei recenti finanziamenti dei Crystal Braves. Motivato a scoprire la verità, ci lascia, mentre noi veniamo convocati a Rising Stones da Tataru; qualcosa di grosso si avvicina.
Ad attenderci troviamo Lucia, secondo in comando di Aymeric di Ishgard.

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Lucia, preoccupata per lo stato del Keeper of the Lake

Ella ci comunica che vorrebbe che i Scion indagassero sul Padre dei Draghi esplorando Keeper of the Lake, dove non solo sono in aumento i segni che stia tornando, ma sono in movimento anche gli Imperiali, trattandosi dei resti di una loro corazzata, stanno trasportando da là merci a Castrum Centri, come ci riferiscono alcuni ninja di Yugiri. Partiamo quindi alla volta del monumento nel lago…

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I resti della corazzata Agrius sono ormai stati avvolti dai cristalli di etere instabili di Mor Dhona, oltre che ovviamente popolati da mostri e sotto l’occhio vigile dell’Impero. Inoltre, la carcassa del signore dei draghi si erge imponente sul relitto, portandoci a dubitare della sua effettiva morte

 

Al termine della traversata troviamo ad attenderci Midgardsormr in persona, al quale diamo battaglia insieme ai suoi Draghi.

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Il corpo di Midgardsormr è deceduto, ma la sua anima ancora vive

Il Drago ci parla nella nostra mente di come i suoi figli cantino della caduta di Ishgard, ma ormai, divenuto solo uno spirito, non ha più poteri o responsabilità di cosa accadrà. Minaccia quindi di ucciderci, ma veniamo soccorsi dalla dea Hydaelyn, che sembra conoscere il re dei Draghi. Egli ci priva della benedizione della Madre, con chissà quale potere, e la sua essenza si insidia dentro di noi, intenzionato a osservare e mettere alla prova il prescelto del Cristallo.

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Sembra adorabile, ma parliamo di un drago millenario

Di ritorno a Rising Stones, i Scion suggeriscono di tenere la conversazione con Midgardsormr un segreto ai cavalieri di Ishgard, e ci limitiamo solamente a riportarne la sua sconfitta come da programma.
Nell’attesa di ulteriori movimenti nemici, facciamo squadra con Moenbryda, che ci spiega di aver trovato un modo per distruggere definitivamente l’anima di un Ascian e impedirgli di riformarsi come avvenuto con Lahabrea, e per farlo ha bisogno di utilizzare l’auracite come sifone di Etere per scagliarne una grossa quantità sul bersaglio, annientandolo. Accompagnamo la roegadyn a Northern Thanalan per studiare i numerosi cristalli lì presenti, ma veniamo fermati dai Braves, che ci chiedono di assisterli nello scontro con delle pattuglie Imperiali. Assieme a Yuyuhase e Alianne, troviamo e sconfiggiamo le forze nemiche, per poi tornare dalla studiosa per aiutarla con le sue ricerche.

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Moenbryda studia i cristalli generati dalla Calamity e le loro proprietà

Veniamo però a contatto con un ospite indesiderato; l’Ascian Nabriales, accortosi della sparizione della benedizione della madre, si rivela intenzionato a colpire i Scion trasgredendo gli ordini di Lahabrea, che invece preferisce attendere, e si dirige a Rising Stones nel tentativo di rubare Tupsimati, l’asta di Louisoix dall’enorme potere.
Giunti sul posto, troviamo l’Ascian scontrarsi con Minfilia, che gli impedisce di mettere le mani sul bastone. Scopriamo che il piano dei misteriosi uomini incappucciati è creare una nuova Rejoining, ma il significato di queste parole ci sfugge.
Dopo aver combattuto con Moenbryda, l’Ascian crea un varco interdimensionale nel quale fugge portando con sè Minfilia e la reliquia, ma non ci facciamo fermare e lo inseguiamo, gli diamo battaglia e salviamo l’asta e l’Antecedent.

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Nabriales ammette di non essere come il suo capo, Lahabrea. Egli preferisce attaccare i Scion e farla finita velocemente, e ci affronta con le sue letali magie oscure

Al nostro ritorno, però, Nabriales si beffa delle nostre azioni ricordandoci la sua immortalità, e sebbene siamo in possesso dell’Auracite per distruggerlo, non avendo i poteri di Hydaelyn, non possiamo evocare un’altra lama d’etere per distruggerlo come al Praetorium con Lahabrea (che però è riuscito a rigenerarsi poiché non vi era l’Auracite a intrappolare la sua anima).
Moenbryda, però, ardente del desiderio di sconfiggere gli Ascian e onorare la causa del suo mentore Louisoix, si sacrifica per trasformare lei stessa in etere e distruggere il mago oscuro, morendo ma provando definitivamente la sua teoria sull’eliminazione degli Ascian.

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Moenbryda sceglie di dare la sua vita per portare a compimento la sua teoria e sconfiggere gli Ascian

Una volta comunicata la triste notizia ai Scion, Urianger, come previsto, non prende affatto bene la morte della sua amica, e questo rafforza ulteriormente il suo desiderio di sconfiggere l’oscurità.
Dopo aver omaggiato la morte della compagna, i Scion si rimettono al lavoro, più determinati che mai, per vincere questo scontro, mentre i misteri attorno a noi diventano sempre più fitti…

Before the Fall part II (2.55)

Tempo dopo, veniamo contattati nuovamente da Lucia, grazie alla quale scopriamo che gli Eretici si sono infiltrati nella città di Ishgard per distruggere le barriere magiche che tengono lontani i Draghi, e questo rende i cavalieri sospettosi di un’imminente attacco. Abbiamo ragione di crederle anche per via delle parole di Midgardsormr, e acconsentiamo a fornire il nostro supporto, e ci rechiamo da Aymeric e Haucherfant a Camp Dragonhead, dove ci introduce a Estinien, il miglior Dragoon di Ishgard (noto come Azure Dragoon) che ha il potere di avvertire la “voce” di Nidhogg, il leader di Dravania, oltre che suo giurato nemico (fu lui a distruggere il villaggio nativo del Dragoon) e conferma di aver sentito un grido di guerra diretto alla città per impossessarsi del suo Occhio perduto.

Gli occhi di Drago
I Draghi di Dravania traggono il loro potere dai loro occhi. Uno degli occhi di Nidhogg, il leader dell’Orda, è custodito a Ishgard, e sembra intenzionato a reclamarlo.

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Estinien Wyrmblood, Azure Dragoon di Ishgard e sopravvissuto del villaggio di Ferndale, ha giurato di vendicarsi del suo acerrimo nemico, Nidhogg, diventando un Dragoon. Nella questline del relativo job la sua storia viene approfondita ulteriormente

Alphinaud spera che la cooperazione tra i Scion e Ishgard possa in qualche modo migliorare i rapporti diplomatici tra la Teocrazia e le Città Stato di Eorzea, e Minfilia ci chiede di reclutare avventurieri disposti a combattere contro i Draghi in vista dell’attacco.
Dopo girato per Revenant’s Toll, veniamo nuovamente fermati da Riol, che ci comunica che Wilred, altro Brave, è scomparso misteriosamente e intende fare luce anche su questo mistero, del quale non abbiamo tempo di occuparci, poiché siamo richiesti a Ul’dah per prendere parte a una riunione delle Città Stato sulla questione di Dravania.
Purtroppo però, Alphinaud non riesce a convincere le città a offrire supporto diretto, che scelgono invece di scaricare la questione su di noi inviando solamente qualche soldato di presenza.
Veniamo contattati da Ilberd, che ci informa che l’attacco di Dravania su Ishgard è iniziato…
Con le barriere di Ishgard fuori uso, l’Orda, guidata dal possente Drago Vishap, marcia su Steps of Faith, il ponte che collega Coerthas alla città, e noi veniamo inviati insieme a Estinien e un enorme numero di alleati tra cavalieri, Braves e avventurieri, a gestire la marcia della bestia elimiandola col supporto di Aymeric e Lucia prima che arrivi ai cancelli della città.

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Vishap, generale di Nidhogg, guida la sua orda di Draghi ad invadere la città di Ishgard

Lo scontro si rivela ostico e ricco di vittime, ma riusciamo infine ad avere la meglio sull’ammiraglia draconica e costringerli alla ritirata.
Facciamo quindi ritorno trionfanti a Rising Stones, dove veniamo a sapere che a Ul’dah è in preparazione un banchetto per festeggiare la vittoria contro i Draghi. Sebbene Minfilia pensi che ci sia qualcosa di strano, accetta che finalmente i Scion possano ottenere il riposo che meritano.

Nell’attesa della festa ci occupiamo di scortare un ricercatore per il South Shroud, solo per scoprire, inavvertiamente un cadavere: quello di Wilred, il Brave scomparso misteriosamente. Hoary Boulder, uno degli avventurieri di Mor Dhona, nota che è stato assassinato, ma il suo omicida rimane un mistero.
Sempre mentre aspettiamo, assistiamo Tataru con le sue commissioni, finché di ritorno al quartieri generale veniamo nuovamente fermati da Riol, al quale raccontiamo di Wilred. Egli ci comunica che ci sono prove che Teledji Adeledji, membro dei Monetarist di Ul’dah, stia corrompendo alcuni Braves col denaro, e che prima di sparire Wilred stava facendo numerose domande mirate ai suoi compagni per assistere Riol con le indagini. Questo porta alla conclusione che siano stati i traditori a ucciderlo, ma che al momento c’è poco che si possa fare, poiché siamo richiesti a Ul’dah per l’evento.

Giunti sul posto, pronti a entrare, giunge una chiamata d’urgenza rivolta a noi da parte di Momodi, la proprietaria delle Quicksand, la locanda e gilda degli Avventurieri di Ul’dah…
Ci rechiamo sul posto e scopriamo che Alianne ha chiesto di incontrarci a Central Thanalan: sembrava preoccupata, come se avesse qualcosa di impellente da rifererici. Sospettosi, ci rechiamo nel luogo dell’appuntamento, ma il tempo passa e di lei nessuna traccia. Ci accorgiamo però di una fiala a terra, che cattura la nostra attenzione e decidiamo di portarla con noi. Mentre attendiamo, Laurentius, dei Braves, ci spiega che nelle sue pattuglie non ha visto Alianne neanche una volta, e ci suggerisce di andare a goderci la festa, al massimo ci avviserà della ragazza.
Tornati da Momodi, le domandiamo della fiala, ma non sembra sapere molto, solo che è utilizzata dagli alchimisti.
Decidiamo quindi di non farci condizionare da questi problemi e ci rechiamo nuovamente nelle alte sfere della città, per dirigerci al banchetto… ma come se qualche forza superiore non volesse concederci riposo, veniamo convocati nuovamente, questa volta dalla Sultana Nanamo in persona. La sua assistente ci porta da lei, ci fa accomodare al tavolo con due bicchieri di vino e la nobile Lalafel ci confessa che ha intenzione di abdicare dal ruolo di Sultana e trasformare Ul’dah in una Repubblica, così da migliorare la situazione dei cittadini e togliere al denaro il suo eccessivo potere. La discussione prosegue, e la Sultana sembra contenta di trovare in noi del supporto con in Raubhan… ma le cose assumono una piega inaspettata quando, sorseggiando dal suo calice, il suo volto si impallidisce, e la piccola sovrana cade a terra, avvelenata.

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La straziante morte della Sultana, davanti ai nostri occhi

Teledji Adeledji si precipita nella stanza accompagnato da alcuni Brass Blades, dichiarandoci in arresto per l’omicidio della Sultana!

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La fiala che abbiamo raccolto poco prima… qualcuno deve averla lasciata là di proposito

Ilberd dei Crystal Braves ci scorta nella sala del banchetto, e Teledji annuncia pubblicamente che siamo colpevoli di regicidio, affermazione che i nostri alleati negano ma che suscita nei presenti reazioni miste. Tutti perdono la calma, soprattutto Raubhan, da sempre legato a Nanamo, ma soprendentemente non sembra provare alcun sentimento negativo nei nostri confronti. Davanti agli occhi dei presenti, il Generale mette mano ai suoi spadoni e, preso da una furia sovrumana, assassina Teledji poiché intollerante delle sue beffe nei confronti della Sultana.

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Raubhan entra in un berserk guidato dall’odio per i Monetarist e il loro complotto, ed è disposto a ucciderli senza pietà pur di vendicare la morte della piccola Sultana

La festa si tramuta quindi in tragedia: Raubahn è consapevole che non siamo colpevoli, e rivolge quindi le sue ire a Lolorito, vero burattinaio della cospirazione e si appresta a ucciderlo come Adeledji, solo per essere fermato da Ilberd, che con un fendente della sua spada recide il braccio sinistro del suo amico d’infanzia, rivelando di essere parte della cospirazione e cominciando a provocare il Generale prendendosi la colpa dell’omicidio della sua amata.

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Ilberd “rivela” a Raubhan di aver ucciso Nanamo. Egli non ha preso concretamente parte all’attentato, ma pronuncia queste parole per far infuriare il Generale, e trovare ulteriori pretesti per affrontarlo e arrestarlo, come parte del piano

I due duellano di fronte agli occhi di tutti, ma Ilberd si rivela un avversario formidabile e il Toro di Ala Mhigo retrocede per liberarci, dicendo a noi e i Scion di fuggire attraverso un passaggio segreto e salvare la propria reputazione. Con ulteriore shock, scopriamo che i Braves erano pedine di Lolorito fin dall’inizio, e insieme ai corrotti Brass Blades arrestano la nostra fuga!

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L’organizzazione fondata da Alphinaud tre capitoli fa è stata purtroppo corrotta dal peggiore dei mali… il denaro.

Uno dopo l’altro, i nostri compagni rimangono indietro per permetterci di fuggire; Yda e Papalymo ingaggiano battaglia con un gruppo di Braves e bloccano il passaggio grazie a una magia del Lalafel, mentre noi corriamo per le gallerie nascoste insieme ai rimanenti Scion. Bloccati da un ulteriore manipolo di traditori, Thancred e Y’shtola si offrono di rimanere indietro mentre fuggiamo con Minfilia. La miqo’te utilizza una magia micidiale, che provoca il crollo di una parte del tunnel, impedendoci di assicurarci la loro salvezza. È infine Minfilia, come per ordine di Hydaelyn, a rimanere indietro, dicendoci di riporre la nostra fiducia nella Madre.

Riusciamo quindi a raggiungere l’uscita, a Central Thanalan, dove ad attenderci troviamo Alphinaud e un inaspettato Bredmont, il carrozziere che si è visto all’inizio della nostra storia. Facciamo la conoscenza di Pipin, il figlio adottivo di Raubhan, oltre che Marshall dei Flames. Il piano del gruppo è raggiungere Cid, appostatosi con l’Enterprise per portarci lontani dalla monarchia del deserto, nella quale corrono tempi tutt’altro che tranquilli, dopo quanto abbiamo visto.

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Pipin, figlio adottivo del Generale, è determinato a scagionare il padre e porre fine alle macchinazioni di Lolorito

Veniamo quindi scortati fino a Camp Dragonhead, dove ad accoglierci troviamo Tataru e Haucherfant, che ci offre asilo nella sua base. Il morale del gruppo è a pezzi: i Scion sono scomparsi, i Braves si sono rivelati dei traditori e Ul’dah è stata politcamente distrutta, tutto in un singolo momento. Alphinaud si dispera, reputando stupida la sua crociata per difendere Eorzea, poiché tradito dalla stessa organizzazione che aveva fondato per lo scopo. Grazie alle parole della Lalafel e del cavaliere Elezen, gli unici alleati rimasti, il giovane comandante riacquista il suo spirito, e i superstiti del caos si pongono un nuovo obiettivo: raggiungere un luogo lontano dall’influenza dei Monetarist e dei Braves, per ricomporre un gruppo in grado di assicurare a Eorzea un futuro radioso… Ishgard.

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Haurchefant ci offre la sua protezione, rimasto uno dei pochi alleati su cui possiamo contare

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La città di Ishgard, setting delle avventure di Heavensward e nostra prossima meta


Finisce quindi A Realm Reborn, e come avete potuto intuire, da qui comincia la trama di Heavensward. Consiglio a tutti i giocatori di rivedere queste ultime scene tramite la Locanda del gioco, poiché le parole non rendono affatto giustizia a quello che, a mio avviso, è uno dei momenti più intensi del gioco, il punto più alto di A Realm Reborn e uno dei miei finali preferiti di sempre. Le questioni aperte sono molte: che fine ha fatto Iceheart? Quando si muoverà l’Impero? Quali sono le intenzioni di Midgardsormr? E le macchinazioni degli Ascian? A cosa porteranno? Ma soprattutto… si prospetta davvero un futuro radioso per Eorzea, ora che i suoi problemi giungono dall’interno delle sue fila? Se non ricordate le risposte a queste domande, beh, bisognerà cercare molto più in alto, vero i cieli!

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Continua…

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