Paper Mario: The Origami King ~ Le Mille e una piega

PAPER MARIO – THE ORIGAMI KING

Piattaforma: Nintendo Switch
Software House: Intelligent System
Publisher: Nintendo
Lingua: Italiano
Release: 17 luglio 2020
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Chi mi conosce bene sa quanto io sia facilmente preda degli acquisti fatti all’improvviso perché mi viene improvvisamente voglia di giocare in particolare titolo.  A volte basta davvero un nonnulla per far scattare in me questa molla, e la cosa più bella è che quasi tutte le volte che faccio mosse di questo tipo rimango decisamente soddisfatto. Questo mi succede soprattutto dopo aver finito un gioco grande e che magari stavo aspettando con tanto hype. E così eccomi lì, nelle prime settimane di maggio poco dopo aver finito Persona 5 Royal a chiedermi “di cosa ho voglia, adesso?”

Fortunatamente, Nintendo è venuta in mio soccorso lo scorso 14 maggio, annunciando l’arrivo di Paper Mario: The Origami King su Nintendo Switch. Lo stile grafico, la musica e la regia di quel primissimo trailer e il fatto che arrivasse un nuovo Paper Mario su Switch erano tutto quello di cui avevo bisogno per farmi dire “ok, questo è mio”.

Quella di Paper Mario è una serie che non ho seguito con particolare attenzione, ma di cui ho comunque bei ricordi. I due titoli da me giocati sono il primo Paper Mario per Nintendo 64 giocato sulla virtual console per Wii e Super Paper Mario, uscito sempre su Nintendo Wii nel 2007, e sono entrambi titoli che mi sono piaciuti molto di più di quanto mi aspettassi. Entrambi i giochi erano caratterizzati da storie non proprio originali ma comunque avvincenti, con personaggi divertenti e con uno spessore, anche se esteticamente bidimensionali. Il tutto veniva condito da delle meccaniche di gioco che in qualche modo riuscivano a unire perfettamente elementi di due generi diversi, soprattutto in Super Paper Mario, un perfetto ibrido tra gioco di ruolo e platform vecchia scuola.

Non potendo recuperare gli altri titoli della serie Paper Mario che mi ero perso negli anni, più per una questione di praticità che altro, ero pronto dunque a tornare a vestire i panni del Mario di Carta, nella speranza di divertirmi ancora una volta.

IL FESTIVAL DEGLI ORIGAMI

La storia di Paper Mario: The Origami King inizia con i due fratelli Mario che si dirigono al Borgo dei Toad per partecipare al Festival degli Origami, una festa organizzata dalla Principessa Peach a cui sono stati invitati tutti gli abitanti del Regno dei Funghi. Non appena arrivati, i due fratelli si accorgono subito che qualcosa non va. Il Borgo è praticamente deserto, e anche il castello di Peach sembra tutto fuorché normale. I sospetti non fanno altro che aumentare quando i due incontrano una principessa decisamente diversa da quella che conoscono. Peach sembra “spiegazzata”, e inizia a fare strane domande a Mario su come tutto il Regno dei Funghi debba piegarsi e assumere così una nuova forma. Mario scopre quindi che il Regno dei Funghi è di nuovo sotto attacco, ma stavolta non dal solito Bowser, bensì da Olly, Il Re Origami, intento a trasformare l’intero regno in un Regno Origami e governarlo così come sovrano indiscusso.

Mario dovrà quindi salvare il Regno dei Funghi da questa nuova minaccia, accompagnato questa volta da Olivia, la sorella del malvagio Re Olly.

Dalle prime ore di gioco si capisce subito che anche in questo nuovo Paper Mario la trama è piuttosto semplice. Quella che viene narrata è sempre una storia del bene che deve trionfare contro un nuovo male, con tanto di lieto fine dove le cose tornano alla normalità. Anche in Origami King, quindi, quello che mi ha permesso di divertirmi e di godermi la trama del gioco dall’inizio alla fine è come questa viene sviluppata. Non credo di essermi mai annoiato una sola volta nelle 40 ore che ci ho messo per finirlo, grazie all’assenza di momenti morti o lenti nella storia. Le varie vicende si susseguono senza sosta per poi arrivare a un climax finale che nella sua prevedibilità riesce comunque a emozionare. Il bello di queste scene è che sono anche molte diverse tra di loro. Si passa dal rimanere bloccati per via di un ponte crollato a… dover aiutare un Tipo Timido Messicano a organizzare una festa a base di cibo in scatola.

Fieeeestaaaaaaaaa!

Devo comunque dire che, nonostante questa sua semplicità, in due diverse occasioni la trama di gioco mi ha sorpreso ed è riuscita a farmi emozionare e commuovere. Non mi aspettavo certi momenti da un gioco di questo tipo, e credo sia stato proprio l’effetto sorpresa ad avermeli fatti apprezzare di più.
Un’altra nota sulla trama di gioco devo dedicarla  alle varie citazioni ad altri titoli Nintendo sparse all’interno del gioco. Questi momenti non aggiungono molto alla trama di base, ma sono delle vere chicche che rendono il tutto ancora più divertente e godibile, soprattutto se si è fan delle varie serie targate Nintendo.

L’altro elemento che insieme al ritmo sostenuto e incalzante mi hanno permesso di godermi appieno la trama di Origami King è senza il dubbio il cast principale del gioco. Parlare di “cast principale” in questo Paper Mario non è facile, dato che i membri fissi del gruppo sono solo Mario e Olivia, mentre gli altri si uniscono al duo solo in determinati momenti della trama, un po’ come delle guest star in una puntata di una serie tv, per intenderci. Nonostante tutto, non ho potuto fare a meno di affezionarmi ai vari personaggi del gioco. Agli eventi che si susseguono di volta in volta, si aggiungono i commenti sprezzanti e sarcastici dei nostri compagni di viaggio, che molte volte portano anche a dei battibecchi esilaranti tra di loro.
Chiudo la parentesi sui personaggi con una menzione speciale per Olivia, la sorella del Re Origami, che è diventata subito il mio personaggio preferito di tutto il gioco.

METTILI IN RIGA!

A livello di gameplay, Origami King non si presenta come un classico videogioco di ruolo, anzi, potremmo definirlo un vero e proprio ibrido. La prima cosa che lo differenzia da un classico RPG è il sistema di combattimento. I combattimenti, come in tutti i giochi di ruolo di Mario, sono visibili durante l’esplorazione, e colpendo un nemico in anticipo è possibile iniziare lo scontro con un piccolo vantaggio. Quello in cui Origami King  si differenzia dai tipici RPG è come questi combattimenti si svolgono. La prima cosa da fare, infatti, è risolvere un rompicapo. Il campo di battaglia è composto da caselle semoventi dove sono posizionati i nemici. Si ha a disposizione un limitato numero di mosse, da sfruttare per muovere i nemici sparpagliati per l’arena e schierarli in determinate posizioni. Se si riesce a rispettare questo requisito, l’attacco di Mario riceverà un incremento del 50%, cosa fondamentale da fare se si vuole concludere lo scontro in un solo turno e senza subire danni. Risolto il puzzle, si passa alla selezione dell’arma con cui attaccare, a cui segue poi una specie di Quick Time Event che permette di aumentare ulteriormente i danni inflitti da Mario.

La seconda cosa “strana” che salta subito all’occhio del giocatore è l’assenza di punti esperienza e level up. Alla fine di ogni combattimento si ottengono infatti delle monete, che andranno poi utilizzate nei negozi per compare accessori e armi insieme anche a oggetti di cura. Il numero di monete che si ottiene cambia inoltre a seconda della nostra performance in battaglia.  Se si riesce a concludere lo scontro in un solo turno, risolvendo il rompicapo di cui vi parlavo prima  e senza subire danni, le monete ottenute a fine scontro possono addirittura triplicare.

Per aumentare i PV massimi  di Mario, invece,  bisogna ottenere i Cuori PV, oggetti che funzionano esattamente come i Portacuori di The Legend of Zelda. Ogni due Cuori PV ottenuti, inoltre, l’attacco base di Mario aumenterà, e questa è una componente che ho apprezzato particolarmente, dato che agevola di molto l’esplorazione delle vecchie aree di gioco. Mario non diventa più forte solo in battaglia, ma anche fuori, e questo gli permette di sconfiggere i nemici più deboli dei vecchie zone di gioco con un solo colpo e senza quindi far partire il combattimento.

Nel complesso giudico il sistema di combattimento di Origami King abbastanza divertente. A lungo andare, lo schema dei rompicapo da risolvere non è troppo vario, e arrivati a fine gioco non è impossibile ricordarsi la soluzione di alcuni puzzle semplicemente vedendo la disposizione dei nemici sul campo di battaglia. Fortunatamente, alcuni nemici rendono il tutto un po’ più difficile diventando invisibili a inizio scontro o nascondendosi sottoterra una volta che sono stati posizionati.

Gli scontri dove questo sistema di combattimento con rompicapo funziona al meglio sono senz’altro quelli con i boss. Mentre nelle battaglie normali troviamo Mario al centro dell’arena con nemici da allineare e posizionare, nelle boss fight i ruoli si invertono. Al centro dell’arena ci sarà sempre il nemico, e bisogna quindi tracciare un percorso che porti Mario il più vicino possibile al boss. Nel fare questo, è possibile posizionare sul cammino di Mario delle caselle speciali, grazie alle quali è possibile raddoppiare la propria potenza d’attacco, ottenere un turno in più e addirittura sferrare attacchi speciali. Come se non bastasse, il boss può interferire con la struttura del campo di battaglia, rendendo alcune caselle impraticabili o posizionando ostacoli che possono cambiare il percorso di Mario.

Gli scontri con i boss sono quindi quelli che sfruttano al meglio la componente puzzle del sistema di combattimento di Origami King, e il risultato è semplicemente eccellente.

Purtroppo, c’è una particolare pecca da evidenziare in questo sistema di combattimento: gli alleati. I compagni di avventura di Mario sono infatti controllati dalla CPU, e tutto quello che fanno è sferrare un attacco ad area una volta finito il turno principale. Come se non bastasse, a seconda dell’alleato non cambia nemmeno la tipologia di attacco, e questo è un peccato perché la varietà di alleati che s’incontrano durante il gioco aveva in sé un grande potenziale per qualcosa di ancor più creativo e divertente.

UN MERAVIGLIOSO MONDO DI CARTA

A livello tecnico, Origami King è senz’altro uno dei giochi più belli arrivati su Switch. Un’ottima presentazione e uno stile grafico gradevole sono sempre stati marchi di fabbrica della serie Paper Mario, e con Origami King il team di sviluppo si è davvero superato. Le varie ambientazioni che si attraversano durante la storia sono tutte caratterizzate da colori accesi, che rendono in qualche modo vivaci le varie zone. Le aree di gioco sono diversissime tra di loro, questo soprattutto grazie all’utilizzo di una palette di colori sempre diversa e che di solito ha al centro un colore dominante. Il risultato è semplicemente fantastico, e molte volte mi sono ritrovato a starmene fermo in un punto a bocca aperta per ammirare i variegati paesaggi del gioco.

Per ultima, ma non di certo per importanza, una menzione speciale per il comparto sonoro del gioco. La colonna sonora di Origami King è composta da tracce nuove di zecca e remix di brani ben noti ai fan di Mario. Quindi sì, se ve lo state chiedendo anche la colonna sonora del gioco è qualcosa di semplicemente strabiliante. Ogni singola traccia si adatta perfettamente alla zona che stiamo visitando o alla scena a cui stiamo assistendo. Inoltre, tutti i brani sono composti da melodie piuttosto articolate  ed eseguite con vari strumenti, segno dell’impegno che è stato messo nella realizzazione di queste componente. Il fiore all’occhiello di tutta la colonna sonora è senz’altro il tema dei combattimenti. Questo brano è composto sempre dalla stessa melodia, ma viene eseguita con strumenti diversi a seconda dell’area di gioco in cui ci si trova. In alcune zone possiamo infatti sentire strumenti classici come batteria, tromba, pianoforte e basso elettrico, mentre in altre lo stesso brano viene suonato usando strumenti giapponesi, come il flauto traverso fue o lo shakuhachi.

Quindi sì, anche a livello tecnico Origami King è un gioco che è riuscito a sorprendermi, grazie a uno stile grafico che è il classico esempio di hardware non troppo capace ma sfruttato al meglio e una colonna sonora che potrei ascoltare per ore senza problemi.

Conclusione

Paper Mario – The Origami King è un titolo che merita di essere giocato. Per certi aspetti era esattamente quello che mi aspettavo, ovvero un RPG ibrido godevole e divertente dall’inizio alla fine, mentre per altri è riuscito addirittura a sorprendermi ed emozionarmi. Il sistema di combattimento è molto divertente e funzionale, solo si poteva fare qualcosina di più per i compagni di squadra di Mario. Comunque, se siete in cerca di un’avventura divertente e senza troppe pretese, questo è sicuramente il gioco che fa per voi.

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Founder & Admin

Ragazzo di 28 anni, di cui 23 passati sui videogiochi. Ho iniziato la mia carriera videoludica con Nintendo e Super Mario, ma crescendo mi sono spostato su altre piattaforme, dove ho scoperto serie come Persona, Metal Gear e Trails, che sono tutt’ora le mie serie preferite. Il mio primissimo RPG è stato Secret of Mana!

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